Moonreich – Terribilis Est Locus Iste

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Tornano alla carica i parigini Moonreich con “Terribilis Est Locus Iste”, seconda fatica sulla lunga distanza, che segue a due anni di distanza l’esordio “Loi Martiale”, pubblicato nel 2011. Dalla semplice lettura dei titoli dei pezzi e da un rapido sguardo all’immagine di copertina, di chiara ispirazione esoterica, si può intuire un certo cambio nella direzione concettuale della band, che era partita da tematiche legate alla guerra ed ora pare esplorare argomenti di carattere misterico e spirituale, di stampo religious. Se dal punto di vista lirico il gruppo mostra una qualche evoluzione, non altrettanto può dirsi dell’aspetto prettamente musicale della proposta dei nostri: i Moonreich rimangono infatti legati a doppio filo alla tradizione del black metal nordico più ortodosso ed intransigente, che mescola in pari misura suggestioni provenienti dalla scuola norvegese e da quella svedese. Il che, di per sè, non è affatto un male, se non fosse che, rispetto all’album di debutto – che mostrava grande freschezza compositiva, pur non brillando certamente per originalità – questo nuovo lavoro appare decisamente più stanco e meno ispirato e mette in evidenza alcune soluzioni statiche e ripetitive, non vivificate da quel tocco di personalità che ci si sarebbe aspettati da un combo autore di una prima prova molto incoraggiante. “Terribilis Est Locus Iste” continua in sostanza sulla falsariga del suo predecessore senza averne appunto la genuinità e la carica primitiva: il riffing è bilanciato tra sfuriate al fulmicotone e rallentamenti più ragionati e marziali; le melodie in sottofondo continuano ad essere ben presenti; la voce è uno screaming piuttosto classico; la produzione è abbastanza potente e non troppo sporca. Insomma una fotocopia sbiadita e per me deludente del primo disco, che invece mi aveva così ben impressionato. Vedremo se i Moonreich sapranno risollevarsi: per ora sono una promessa mancata.