Infernal Execrator – Obsolete Ordinance

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Avete presente un massacro? Un attacco frontale? Una battaglia senza esclusione di colpi? Ok, se sì, allora sapete pure cosa vi aspetterà ascoltando il secondo disco degli Infernal Execrator, “Obsolete Ordinance”. Il secondo lavoro della band proveniente dalla lontana Singapore è furia cieca per tutti i suoi trentacinque minuti, cattiveria e brutalità forgiata con strumenti primordiali affilati come lame che ti trapassano il corpo. “Obsolete Ordinance”, ossia tutto ciò che viene imposto da credenze e divinità: gli Infernal Execretor non le mandano a dire e sputano senza riserva il loro profondo odio per le istituzioni religiose a tutto tondo, senza risparmiare nessuno, con preferenza al disprezzo verso il cristianesimo, ovviamente, ma nessuno è escluso. Questa alleanza diabolica di quattro ragazzi si presenta con un disco dalla cover azzeccata, che riassume in maniera non equivocabile il contenuto del disco: un diavolo bestemmiatore intento a leggere un saggio anticlericale attorniato da demoni svolazzanti, croci rigorosamente rovesciate, ossa, teschi e immancabili cartucciere pronte a mietere vittime. Sin qui tutto molto bello, ma di per sé come suona questo “Obsolete Ordinance”? Suona in maniera davvero devastante e irruenta. Questo è un black metal suonato con ferocia e chaos ma impeccabilmente bene. Tuttavia non si pensi a derivazioni classiche nord europee, questi sono dei carroarmati che partono blastando e finiscono blastando avendo, al posto del batterista, un polpo dai mille tentacoli infuocati che sparano mitragliate di blast e doppia cassa come se non sentisse fatica ma che farebbero venire i crampi pure a un fu Marco Pantani intento a scalare qualche montagna del Giro d’Italia.

Lo spazio alla melodia è relegato negli stop di due secondi tra una traccia e l’ altra, ossia quegli istanti di silenzio che passano tra un massacro e l’altro, giusto per farti asciugare il sudore della fronte, per il resto è come fare un immersione in apnea di oltre mezz’ora, non c’è né tempo per respirare né per riflettere. Capiamoci bene, finora abbiamo scherzato ma qui non si scherza, e se in altre recensioni tendo spesso a elogiare la melodia che si riesce a ricavare da un genere tanto brutale quanto ragionato come il black, qui tendo a esaltare l’impatto e la violenza omicida che questo combo tira fuori da strumenti di per sé innocui come un basso, una chitarra e una batteria, che qui vengono utilizzati come vere e proprie armi di sterminio di massa. Inutile girarci attorno, è difficilissimo nel 2018 trovare dischi cosi tanto violenti che non ti annoino dopo cinque minuti di ascolto; il pregio di questo “Obsolete Ordinance” è la sua snellezza compositiva e il filare liscio come l’olio tra scream laceranti e chitarre indemoniate, complice anche una buona produzione e quel retrogusto di thrash old school nei riff e nei guitar solo con ponte tremolo tirato sino agli inferi. Se amate la rabbia e siete incazzati come delle bestie verso tutto e tutti, se siete tranquilli e spensierati e volete incazzarvi gratuitamente giusto per il piacere di odiare random il prossimo e tutto ciò che vi circonda, fate assolutamente vostro questo disco; non sarà il capolavoro del genere o un disco epocale, ma gli Infernal Execretor sanno davvero come farti agitare. Caterpillar.