16-09-2007, Rock House Live Club – Pescara

Shining (Swe)
Frangar (Ita)
Malfeitor (Ita)
Sturmkaiser (Ita)

Questo di cui scrivo è un concerto che si preannunciava interessante, considerando la presenza di tre gruppi emergenti italiani e l’esibizione da headliner dei controversi Shining. A qualche giorno dal live posso constatare come la serata sia riuscita solo in parte. Un pò tutti i gruppi sono stati infatti influenzati in negativo da un suono non sempre perfetto, a causa di una organizzazione del locale approssimativa, e dal pessimo pubblico presente… contaminato irreversibilmente dalla partecipazione di sfigati depressi e darkettone nauseanti. Una cinquantina di persone, un locale mediocre (non adatto al genere più che altro) e tanto black metal da ascoltare. I presupposti erano neri come la pece sin dall’inizio, in ogni caso e sotto tutti i punti di vista. Volevo semplicemente sentire della buona musica, niente inutili fronzoli… devo dire che non mi è andata troppo bene! La serata è stata caratterizzata da alti e bassi. I tre gruppi italiani sono stati messi in secondo piano e gli unici che hanno suonato in condizioni decenti sono stati gli headliner. Gli Shining hanno fatto quello che ci si aspettava da loro, senza far rimpiangere la reputazione malfamata della band. Per quanto riguarda la serata, un pizzico di professionalità in più ed una organizzazione maggiore erano auspicabili… ma per certe situazioni ormai ci ho fatto l’abitudine. Inoltre si intuiva facilmente come fossero differenti anche le attitudini dei gruppi coinvolti, ad ogni modo…

Dopo un consistente ritardo di circa due ore, la serata viene aperta dal gruppo locale, gli STURMKAISER. Dalla presenza visiva sanguinolenta e splatter, mista a qualche reminiscenza skin, la band si dimostra da subito aggressiva e diretta, attraverso un andamento veloce e frontale, sporadicamente alternato a mid-tempos. L’esibizione della band abruzzese è molto breve ma allo stesso tempo intensa, sufficiente a scaldare gli animi nell’attesa dei successivi gruppi. Il war black metal proposto appare grezzo e travolgente al punto giusto. Il tiro del concerto, come era prevedibile, è caratterizzato dal connubio tra un black metal sparato, o comunque dal forte impatto, ed un clima particolarmente belligerante. Il tutto è riassumibile come una scarica fulminea di black, troppo poco per rendersi conto circa le capacità della band chietina nel reggere un concerto dalla durata più sostanziosa. Comunque per i pochi minuti in cui gli Sturmkaiser sono stati protagonisti, questo probabilmente causato dal consistente ritardo fino ad allora accumulato, devo dire che non hanno sfigurato. Ma sta di fatto che appena dopo qualche pezzo gli è toccato fare spazio al gruppo successivo…

Passa poco tempo e salgono sul palco i MALFEITOR, sfoggiando un classico ma sempre apprezzabile face-painting ed accompagnati dalla presenza scenica di due grandi croci rovesciate di legno. La band riesce a creare un’atmosfera sulfurea improntando l’esibizione, precisa e professionale, attorno ai canoni dei gruppi scandinavi. Black metal ferale, dissacrante e malvagio. Inutili i tentativi del frontman Fabban di animare il pubblico, in parte distratto, quasi mentalmente assente direi. I pezzi, manifesto del nuovo full, sono incalzanti e maligni. Il muro sonoro creato è imponente e lascia pochissimi attimi di riposo. Le vocals possono migliorare di qualità. La cover dei Mysticum e le altre “sorprese” non vengono eseguite, sempre per questioni di tempo, ed i Malfeitor abbandonano il palco dopo una prestazione sufficiente, in parte penalizzata dalla cornice di pubblico scialba e dal poco tempo a disposizione. L’apice della prova targata Malfeitor si è avuto durante l’esibizione del devastante combo “Adveniat Infernus”\”Rex Bestia Fera”, forse il meglio che la creatura di Fabban è riuscita fin’ora a sfornare, eseguito nella parte finale del live e posta come opener del nuovissimo full della band nostrana. Una prova dunque soddisfacente, oscura ma non eccelsa (per ora i Malfeitor si apprezzano maggiormente nei lavori in studio), per una band che evidentemente ha potenzialità ben superiori. Vedremo…

I novaresi FRANGAR sono stati i meno fortunati (per usare un eufemismo), su di loro hanno influito la totale ed ingiustificata assenza del poco pubblico che c’era, che inspiegabilmente ha preferito uscire a fumare una sigaretta (o a fare non so che)… e l’imbarazzante operato del tecnico del suono, probabilmente ubriaco. In poche parole c’erano una decina di spettatori e per far iniziare l’esibizione, tra problemi di natura tecnica ed imprevisti vari, si è dovuto attendere non poco. Risultato? I musicisti, con i loro berretti militari in evidenza, apparivano nervosi e demotivati, ed i suoni erano tutt’altro che perfetti. Nonostante questi spiacevoli imprevisti e l’atmosfera desolante, i Frangar hanno fatto il possibile per rimediare alla serata “storta”, se così vogliamo definirla. Durante gli ultimi minuti di concerto sono addirittura partite delle luci rosa ad illuminare il palco! Tra i tre gruppi italiani la loro è stata la proposta più personale ed interessante, resa purtroppo scadente da fattori esterni. “Totalitarian War”, “1943” e l’inedita “Inno alla X MAS”, tra le poche altre tracce suonate, sono dei pezzi che in sede live risultano dirompenti. Le condizioni avverse di questo live non mi permettono di giudicare in maniera adeguata la band in questione… ma sono certo che, se messa in condizioni favorevoli, l’armata Frangar dal vivo possa fare davvero bene. I rappresentanti della BMIA sono rimandati dunque alla prossima occasione, non a causa loro…

Gli SHINING spendono molto tempo per sistemare tutti i particolari a loro piacimento e fortunatamente ottengono una resa sonora adeguata ed uno spettacolo senza intoppi. In pratica gli svedesi sono l’unica tra le quattro formazioni della serata ad ottenere condizioni sufficienti per esprimersi al massimo delle potenzialità, anche in termini di tempo a disposizione. Il pezzi proposti ripercorrono la carriera della band, in sede live il materiale più datato si sposa bene con le nuove composizioni, anche se queste risultano più personali e raffinate. I musicisti fanno la loro parte senza difficoltà, lasciando totale libertà al frontman Kvarforth. Quest’ultimo si lascia andare ad una prestazione molto estrema, dimostrando una innata teatralità, orrorifica e pornografica allo stesso tempo. In fondo gli Shining sono come un buon film horror… un’esperienza da fare per chi ama certe platealità. E’ difficile descrivere a parole uno show che può destare odio, ilarità, gioia, disperazione, paura, o indifferenza… a seconda dello spettatore. Alla fine gli Shining in questo caso hanno reso piacevole ed animata una serata per molti versi un pò spenta. Buona e varia la prestazione vocale, più che sufficiente l’esecuzione dei pezzi… tanto discutibile quanto folle Kvarforth. Il leader degli Shining si scatena grazie anche all’atmosfera rilassata e tollerante del pubblico che, a parte rare eccezioni, si lascia fare di tutto. Il giudizio sul lato musicale, mettendo da parte ulteriori considerazioni sull’estetica dell’esibizione, è da ritenersi discreto… i pezzi proposti sono stati fedeli alla loro versione in studio.

Non ho altro da aggiungere… anzi, ripensandoci, molti farebbero bene a seguire il consiglio ripetutamente dato da Kvarforth durante il concerto… nessuno ne sentirebbe la mancanza.