Già attivi in sede live sulla scia del loro recentissimo full-length, i Malfeitor si pongono al centro della scena italiana con convinzione. In realtà la band ha ancora molto da dimostrare ed avrà tutto il tempo per mettere in evidenza i propri punti di forza. A mio parere, nonostante un discreto debutto, il gruppo in questione è stato eccessivamente osannato da alcuni critici musicali. Bmik, assieme alla recensione di “Unio Mystica Maxima” ed alla pubblicazione del live report in cui è interessata anche la succitata band, propone questa intervista per meglio approfondire gli umori in casa Malfeitor in seguito ai primi traguardi raggiunti dalla band, dal vivo ed in studio. Vi lascio dunque all’intervista, con i punti di vista di Fabban (voce e basso) ed Atum (batteria)…

Sicuramente negli ultimi anni avrai avuto dei forti stimoli per cui hai sentito l’esigenza di creare questa nuova band. Ora che l’idea è diventata azione e si è manifestata attraverso una entità solida, un gruppo indipendente a tutti gli effetti dagli altri tuoi progetti, chi sono i Malfeitor?

M. Fabban: Un nuovo gruppo. L’Unione di persone che lavorano insieme per obiettivi comuni. Un gruppo di amici. Una famiglia. E soprattutto un nuovo canale per l’esplorazione. Discesa in Vitriol.

La vostra musica propone un black metal particolarmente nostalgico, oltranzista e ferale (nonostante la produzione decisamente al passo coi tempi). Come mai hai deciso di invertire la rotta della sperimentazione per calcare territori “Old School” ?

M. Fabban: Se c’è una cosa che ho imparato in tutti questi anni è seguire l’istinto e fare ciò che la testa e lo spirito mi dicono di fare. Non mi sono mai posto problemi o limiti. La musica è un veicolo di espressione e comunicazione: il Black Metal è la musica ideale per attivare l’Occulto. Old school o meno, poco interessa. L’importante è ottenere il risultato finale. E posso garantirti che ne stiamo ottenendo anche se il grosso lo gusteremo più in là…

Nonostante la proposta mantenga evidenti reminiscenze proveniente dal black scandinavo, quali consideri i punti di forza di “Unio Mystica Maxima”? Cosa rende questa opera unica e vostra a tutti gli effetti?

M. Fabban: I paragoni con altre scene o gruppi musicali mi interessano poco. E tanto meno mi va di definire “Unio Mystica Maxima” un’opera unica. Per noi lo è. Per me lo è, unica poiché carica di tutta una serie di elementi magici e risultati di “esplorazioni” e discese nel profondo. Per molti è solo uno dei tanti dischi black metal, che può piacere o non piacere. Per noi è molto altro. Ed è il primo miglio di un sentiero lunghissimo.

Per concludere l’analisi di “Unio Mystica Maxima”, pare che questo album abbia avuto un song-writing molto ispirato, considerando anche la velocità con cui è stato realizzato rispetto alla nascita dei Malfeitor. Parlaci della stesura dei pezzi e della fase di registrazione…

M. Fabban: Song writing ispirato? (già, lo stimolo creativo tenendo in considerazione il materiale rilasciato; tutto questo in funzione del tempo di “unione” tra i musicisti interessati. NdR) Sinceramente abbiamo dato più importanza alla “sostanza” in modo da evitare di girare intorno alle cose e poi non credo esistano musicisti che si siedono attorno ad un tavolo e decidono come voglio scrivere un disco. Un disco si scrive quando ci sono cose interessanti da scrivere che vengono da dentro. L’80% del materiale presente su UMM risale ad un bel po’ di tempo fa, anni. Ho iniziato a chiudere le strutture dei pezzi solo quando i testi sono stati completati dopo tutta una serie di applicazioni Magiche. Quando ho conosciuto Atum ho subito iniziato a lavorare con lui sui brani a livello pratico. Con lui ho assemblato gran parte del disco.

Inizialmente sei stato il cantante negli Aborym, poi sei entrato nelle vesti di frontman nei romani “Void Of Silence”. Cosa ti ha portato a voler ricoprire il ruolo di vocalist nei Malfeitor e come giudichi il risultato finale?

M. Fabban: Sono molto soddisfatto. Sono molto fiero dei testi di UMM e ci tenevo a cantarli. Tutto qui.

A livello concettuale, nonostante “Unio Mystica Maxima” tendenzialmente calchi territori oscuri e maligni, traspare comunque una indole molto più variegata e complessa, se così possiamo dire. Qual’è dunque il filo conduttore che caratterizza l’anima più intima e profonda dei Malfeitor nel nuovo full?

Atum: Il materiale che compone UMM è stato scritto, pensato e suonato da tre persone, che in quanto diverse tra loro portano influenze e melodie di vario tipo nelle canzoni. Se ci conoscessimo personalmente sapresti chi di noi ha scritto ogni singolo riff di una canzone. Il filo conduttore che invece lega e tiene vicini i pezzi è proprio la nostra unione, l’energia spesa per far nascere questa creatura.

M. Fabban: Malfeitor è una formazione che attraverso la musica estrema fissa ed esplora la Corrente Oscura, La Via della Mano Sinistra attraverso tutta una serie di applicazioni, teoriche e poi pratiche. Hai mai avuto a che fare con la Magia Nera? (naa… sono decisamente troppo ateo per questo. NdR)

E’ chiaro che una band come i Malfeitor abbia forti potenzialità anche in sede live. Quale peso ha questo aspetto? Cosa ne pensi delle vostre prime esibizioni dal vivo ed in particolare delle ultime due date di supporto agli Shining?

Atum: Malfeitor è stata concepita come creatura da live, sin dall’inizio ci siamo mossi e abbiamo scritto e creato in modo da poter riproporre il tutto in versione live, quindi niente “trucchi” da studio ed aggiunte varie, quello che senti su disco lo sentirai anche sul palco. Sono molto soddisfatto dalle date di supporto a Shining, siamo riusciti ancora una volta a riversare la nostra energia ed il pubblico ha recepito, ovviamente siamo solo all’inizio, ma questa piccola parentesi è stata un ottimo banco di prova per testare la nuova line-up.

M. Fabban: L’aspetto live è fondamentale per me e per questo gruppo. Non tanto per dimostrare qualcosa a qualcuno (anche perché per noi suonare insieme è un piacere immenso, qualcosa che adoriamo fare insieme), ma fondamentalmente perché dal vivo è possibile comunicare e “scambiare” energie con il pubblico. E’ proprio dal vivo che vengono lanciati i “segnali” e ci sono tanti modi per farlo in modo efficace, credimi. E’ dal vivo che vengono sciolte le catene degli Enti e delle Larve… Le due date con Shining sono andate bene, prima, dopo e durante e peraltro abbiamo stretto un profondo rapporto di amicizia con loro, tanto che ci hanno proposto alcune cose decisamente interessanti che proprio non potremo rifiutare. Ergo: quando esiste stima e rispetto non si distrugge, si costruisce.

In questo momento, cosa rappresenta per te il Black Metal?
Come vedi la scena italiana rispetto alle migliori piazze europee?

Atum: Un qualcosa di molto personale, un viaggio, un percorso, niente a che vedere con quello che è oggi, ovvero un trend. Il black metal è individualismo ed in quanto tale è ricerca di se stessi, delle proprie vere capacità come essere umano. Limitarsi al lato musicale vuol dire rimanere fermi. Ci sono alcune, poche, persone che considero come fratelli con cui condivido qualcosa di forte, questa per me è la scena.

M. Fabban: Il Black Metal per me è Morte per Goetia, veicolo di morte, magia, splendore attraverso le tenebre. Attraverso il Black Metal è possibile “concretizzare” diverse cose una volta entrati al centro della Corrente. Riguardo la scena… non mi interessa.

C’è un pezzo cantato in italiano, ci sono vari spunti interessanti da approfondire tra le vostre prime fatiche. Cosa ci dobbiamo aspettare da voi nell’immediato futuro?

Atum: Come ti ho già detto siamo solo all’inizio. Stiamo iniziando la stesura di nuovo materiale, vogliamo portare avanti il discorso iniziato con UMM, estremizzando i suoi punti di forza in modo da creare il prossimo sigillo, marcio e tagliente allo stesso tempo. Ovviamente insieme a tutto questo porteremo avanti il discorso live, queste prime date servivano per spianare la strada, ora cominceremo a fare sul serio. Penso che tra qualche tempo sentirai parlare molto di Malfeitor in giro.

M. Fabban: Aspettati semplicemente altri dischi o live “carichi” fino al massimo spiegamento di “energie”, dischi e live ispirati e supportati dalla Corrente 2-777 e da chi dietro di essa lavora, esplora, esegue e crea in simbiosi con LHP. Attraverso la Corrente cresceremo a livello esponenziale e con noi cresceranno i Nostri Dei.

Bene, le domande sono terminate. Ti lascio l’ultima parola per lanciare un messaggio ai nostri lettori, un pensiero o altro. A te.

M. Fabban: Non ho nessun pensiero per i tuoi lettori. Ti ringrazio per l’intervista, tutto qui.