I Frangar sono una interessante realtà nostrana che da poco si sta facendo conoscere attraverso varie incursioni sul suolo nazionale. Il nuovo “Totalitarian War” è debitore al black norvegese dei primi anni novanta ma, allo stesso tempo, riesce ad avere una buona dose di personalità. Una band da tenere d’occhio dunque, che tra l’altro fa parte della neonata Black Metal Invitta Armata. Con Il Colonnello, cantante del gruppo novarese, approfondiamo l’analisi del nuovo materiale targato Frangar…

Ciao, innanzitutto vorrei che spendeste qualche parola per presentare i Frangar ai nostri lettori.

Ciao! Bene, farò un breve riassunto della nostra storia…i Frangar nascono nel ’99, inizialmente eravamo una normale band BM con le classiche e scontante tematiche ed il solito “stile” ma presto nacque in noi l’esigenza di creare qualche cosa di più personale e così facemmo, innanzitutto con le liriche (Lupi Bianchi fu la prima) e poi con la musica, registrammo allora il primo demo che ebbe un discreto successo, dopodichè ci siamo messi sotto per creare nuove canzoni e nel 2004 abbiamo iniziato le registrazioni dell’album, finite poi nel 2007. Questo periodo di transizione è stato fondamentale per noi, abbiamo capito molto su ciò che volevamo e così abbiamo dato nuova forza e linfa vitale al nostro progetto scegliendo innanzitutto un certo tipo di liriche e poi un sound un po’ più particolare e così è nato Totalitarian War!

“Totalitarian War” ha musica, testi ed artwork tutti sullo stesso tema ed ha avuto un tempo di gestazione molto elevato, ora che il disco è stato finalmente rilasciato siete soddisfatti del risultato finale?

Sì siamo molto soddisfatti del risultato, per essere il primo album ha un ottimo suono, è potente, è coraggioso e soprattutto è italiano! Abbiamo curato personalmente tutti i particolari, non volevamo che qualcuno si intromettesse e così facendo abbiamo ottenuto un Cd che ci rappresenta a pieno. Dai testi in italiano ai sample di guerra ed al book, dove abbiamo usato solo foto della nostra città, delle nostre montagne e delle trince, abbiamo fatto ciò in modo da creare un certo feeling che catturi non solo l’orecchio dell’ascoltatore ma anche i sentimenti, sentimenti patriottici ormai scomparsi in molti italiani. Fieri dalla prima all’ultima pagina.

Musicalmente, soprattutto i pezzi più datati, mi hanno molto ricordato i Darkthrone. Già le nuove composizioni, nonostante rimangano stilisticamente scarne e dirette, mi sembrano più originali ed articolate. Come sta evolvendo la vostra musica?

Sì hai ragione, come ho detto all’inizio eravamo un gruppo molto più classico ora abbiamo ottenuto un suono molto piu diretto, con più mid tempo e qualche piccolo e a volte strano arrangiamento…in un certo senso siamo piu grezzi di prima ma sicuramente non banali o scontati.

I testi, supportati dall’aggressivo muro sonoro, parlano di onore, guerra, morte, idee, valori e princìpi. Finalmente c’è stata una interpretazione del Black Metal personale e forte. A livello di concept i Frangar cosa vogliono proclamare attraverso la loro musica?

Rabbia e odio verso tutti coloro che hanno dimenticato o che tentano di nascondere ciò che è successo durante le guerre che l’Italia ha combattuto, quando c’erano degli ideali, quando si moriva per il proprio paese e si era fieri! Cavolo siamo italiani e la maggior parte di noi non sa nulla della nostra storia e non ha un minimo di orgoglio! L’Italia era un popolo fieramente in piedi! Ora siamo dei mediocri buonisti… se cerchi qualche documento sulle guerre trovi solo racconti di “soldati” codardi che scappavano dalle trincee e fantasticherie di balordi! Non voglio insegnare a nessuno la nostra storia o imporre le mie idee, cerco solo di risvegliare l’animo del leone che è dentro ogni italiano e ricordargli che il patriottismo non è quello che si ha nella finale dei mondiali, ma è quello che ti fa amare la tua terra anche in momenti squallidi come il periodo che stiamo vivendo ora!

Tra i brani contenuti nel vostro esordio la title-track è quello che apprezzo di più, un piccolo gioiello.”Totalitarian War” con i suoi otto minuti abbondanti di durata, la sua struttura complessa ed il suo testo esplicito può essere in un certo senso considerato il vostro manifesto ideologico e musicale?

Sì certamente dal primo momento in cui l’abbiamo provata in saletta ci è sembrata perfetta, poi in studio con la parte urlata e le voci aggiunte da Herr Doktor A.P. non abbiamo avuto piu alcun dubbio, è marziale, carica di emozioni e perfetta! Non potevamo desiderare di più!

Mi è venuto naturale accostarvi agli Spite Extreme Wing. Entrambi fate parte della B.M.I.A. ed avete una visione musicale e concettuale con molti punti in comune. Come siete entrati all’interno di questo sodalizio?

Ho conosciuto Argento al primo convivio, da lì in poi siamo diventati buoni amici ed è nata, insieme ad altri ragazzi, l’idea del sodalizio, alcuni di noi erano gia amici da tempo, altri si sono rivelati degli ottimi personaggi successivamente, così ci siamo semplicemente uniti per dare una voce piu forte e solida alle nostre idee! Nessuno di noi è in cerca del successo, nessuno di noi è “salito sul carrozzone” (come insinuano alcuni) perché è di moda o cose del genere! Il nostro è un sodalizio basato sulle idee, principi, ed amicizia!

Ho visto che anche in sede live vi sapete distinguere dalla classica band che suona black metal. In genere date più importanza al materiale in studio o i pezzi sono pensati anche per avere un buon impatto dal vivo?

Quando creiamo i pezzi non ci poniamo il problema di come verranno dal vivo, li facciamo e basta, poi decidiamo quali usare in sede live e quali no, naturalmente quelli che suoniamo dal vivo sono i più grintosi, quelli con più spinta, a volte alcuni nostri amici ci chiedono “perché non fate Lupi Bianchi??” e la risposta è semplice: pur essendo un ottimo pezzo è troppo lungo e statico, perderebbe tutta la forza, la melodia e la poesia che ha….così preferiamo non suonarla piuttosto che fargli perdere tutta la magia.

Da poco siete stati impegnati nella doppia data di supporto agli Shining. La serata di Milano è andata decisamente bene, in quella di Pescara invece non siete stati messi nelle condizioni giuste per suonare decentemente. Come giudicate questa doppia esibizione dal vivo?

Siamo stati molto entusiasti della data di Milano, c’era piu gente per noi che per il gruppo di testa! Quindi immaginati quanto eravamo felici! Era inoltre la prima volta che suonavamo dal vivo con Kaiser (Wodhanaz, leader dei francesi Ad Hominem, NdR) e ci siamo trovati benissimo! Tutte le persone sono rimaste soddisfatte dell’esibizione e questa è la cosa piu importante! A Pescara invece abbiamo avuto vari problemi… dal fonico ubriaco, alle luci spente, dal battibecco fuori del locale che ha attirato l’attenzione di tutti ai problemi organizzativi…abbiamo fatto del nostro meglio ma purtroppo la serata non era paragonabile a quella precedente, ci rifaremo al più presto!

Avete altre date live in programma? Ho sentito il materiale più recente e mi sembra che ci sia una buona crescita. Guardando al futuro, insomma, quali sono i progetti in cantiere?

Sì suoneremo il 24 Novembre a Padova con gli Handful Of Hate, i Forgotten Tomb…(sul nostro sito ci sono le info), sto lavorando per fare altre date a Roma e nel sud Italia probabilmente con Black Flame e forse l’anno prossimo un mini tour in Europa con Ad Hominem… si vedrà! Abbiamo gia pronto un mini nuovo Intitolato “1915-Tutto Per La Patria”. Doveva già uscire a Settembre ma un contrattempo ha fatto slittare la data di uscita per la primavera del prossimo anno e a Novembre uscirà la compilazione della BMIA con soli pezzi inediti! E naturalmente stiamo già lavorando a pezzi nuovi..

Siamo giunti alla fine. Vi lascio spazio per concludere a vostro piacimento!

Ti ringrazio per l’intervista!