Gli Aedera Obscura sono milanesi e suonano un Black Metal sinfonico. Dopo l’uscita del loro convincente demo d’esordio intitolato “The Tree And The Rope“, Black Metal Ist Krieg va ad approfondire la conoscenza di questa promettente band nostrana…

Innanzitutto com’è nata questa band e qual’è stato il suo percorso antecedente all’uscita del demo?

Per prima cosa ti ringrazio per lo spazio che dedicate a noi e, più in generale, a tutto l’ambito estremo italiano. Il travagliato progetto Aedera Obscura nasce nel settembre 2003: dopo lo scioglimento della band in cui suonavo insieme al cantante (Alessio Cremonesi) e alla ex chitarrista (Manuela Lera), si pensò ad una band nuova in cui potessimo convogliare al meglio le nostre energie.
Purtroppo in questi primi anni dalla nascita del progetto, a causa dei numerosissimi cambi di line up (3 chitarristi, 4 bassisti e 1 violinista) non siamo mai riusciti a creare quella continuità e quell’affiatamento necessari per produrre qualsiasi tipo di lavoro, a parte qualche live. E’ stato un periodo snervante, soprattutto perchè ogni volta che si cambiava qualcuno bisognava riniziare da capo tutto il lavoro svolto e riprovare sempre le solite canzoni… Per fortuna ora la formazione è stabile da circa un anno, abbiamo fatto uscire questo demo e ci prepariamo per proseguire con la giusta carica il nostro percorso.

Il vostro demo di debutto mostra una proposta ricca di idee, che evidenzia una discreta tecnica da parte dei componenti della band e un livello compositivo abbastanza articolato. Come descrivereste la vostra proposta?

Guarda, credo che black metal sinfonico sia il genere che si avvicina di più a quello che facciamo anche se lo trovo un po’ riduttivo. Credo che chiunque ascolti questo demo possa trovare numerosissime influenze: Black appunto, Death, Gothic e Doom. Vi è inoltre una forte tinta di ispirazione classica, specialmente nelle parti tastieristiche.
I nostri brani puntano molto sulla creazione di atmosfere suggestive e sulla ricchezza del tessuto armonico più che sui virtuosismi dei singoli elementi. In queste ambientazioni (pervase da una vena di cupa malinconia) esplode a volte la rabbia, a volte la rassegnazione, a volte la disperazione per eventi che l’uomo si trova spesso a dover affrontare o subire nel corso della sua esistenza.
Le nostre canzoni affrontano temi già trattati dai poeti del decadentismo, da quelli maledetti, e ancora dai poeti crepuscolari. Temi che trovano nel periodo a noi contemporaneo nuovi spunti e nuovi sviluppi sui quali riflettere e ai quali ispirarsi.

Il gruppo è formato da molti elementi, quindi immagino che le influenze siano molteplici. Se dovessimo riassumere i vostri gusti comuni quali bands citereste?

Le influenze come hai detto sono numerose, a livello di gusti comuni credo si possano citare i primi Dimmu Borgir (fino a Spiritual Black Dimensions), Opeth, My Dying Bride, Satyricon, Anathema… La lista sarebbe lunga, ma credo che queste band possano ben rappresentare i vari generi musicali che ci hanno contaminato maggiormente.

Avete promosso e distribuito il vostro materiale utilizzando internet. Credete che questo mezzo possa sostituire la distribuzione fisica oppure è stata una scelta dettata dalle vostre necessità del momento?

Sicuramente internet si è rivelata una rivoluzione per quello che riguarda il mercato multimediale. Credo che al giorno d’oggi qualunque artista debba fare i conti con questo mezzo e cercare, a mio parere, di sfruttarlo il più possibile a proprio vantaggio. Per noi in questo momento è importante avere visibilità e credo quindi che internet sia stata la soluzione migliore. Fino a qualche anno fa non sarebbe stato possibile, pensa che ci hanno già contattato dall’Argentina per trasmettere su una radio metal i nostri pezzi… Fantastico!!!
Credo comunque che il supporto fisico (CD o vinile che sia) abbia ancora un suo fascino e che quindi non vada completamente abbandonato.

L’evoluzione del vostro song-writing vedrà dei pezzi più violenti o dobbiamo aspettarci un ulteriore accento delle parti sinfonche?

Secondo me nè l’uno nè l’altro: è proprio il contrasto e al tempo stesso la convivenza tra sinfonia e violenza che rappresenta la musica degli Aedera Obscura… L’evoluzione della nostra musica (almeno per il momento) tenderà ad essere più che altro un miglioramento e un continuo perfezionamento sia dal punto di vista compositivo, sia da quello tecnico dello stile che stiamo proponendo con questo EP.

Per quanto riguarda l’immediato futuro, che avete in programma?

Tra poco inizieremo le registrazioni di un altro EP con 4 tracce, che concluderanno il primo ciclo di canzoni degli Aedera Obscura. Stiamo cercando un’etichetta che possa promuovere in maniera adeguata la nostra musica. E poi c’è un progetto che mi balena nella testa da parecchio tempo e che ormai è giunto il momento di portare avanti: per ora posso solo dirti che si tratterà di un triplo concept album sul quale abbiamo iniziato a lavorare in questi giorni…

Com’è la scena musicale estrema nel milanese? Conoscete qualche progetto degno di nota?

Purtroppo in una grande metropoli europea come Milano lo spazio dedicato alla musica estrema è veramente poco. I locali che permettono di fare serate sono pochi e sempre gli stessi, e le serate hanno sempre una scarsa affluenza di pubblico dovuta sia alla promozione dell’evento praticamente nulla, sia agli orari assurdi in cui permettono di suonare (come si fa ad iniziare a suonare alle 20/20.30 con la gente che lavora fino alle 19.30?). A livello di gruppi milanesi posso citarti i Ritual, gruppo thrash-heavy con forti richiami ai Sepultura, che dal vivo rendono molto bene, e i Through Your Silence, gruppo Death con il quale abbiamo condiviso il palco del Black Hole di recente.

Un’ultima curiosità, ho trovato molto bella la copertina di “The Tree and the Rope”, che immagino riassuma il concept del demo (giusto?). Chi l’ha realizzata?

La copertina l’ho realizzata io, e rappresenta appunto il concept del demo. Tutte e tre le canzoni possono essere ricondotte alla figura del cappio: in “The Tree And The Rope” il protagonista si sta infatti suicidando trovando proprio nel cappio e nell’albero a cui esso è legato i due soli “amici” rimasti a consolarlo; “Black Eve’s Drama” è una storia d’amore omosessuale tra due donne ambientata nel passato, nella quale le due ragazze vengono scoperte e, in seguito a questo avvenimento, una delle due (Eve) viene appunto giustiziata per impiccagione a causa del suo affronto alla morale comune; “Arcania Coelestia” è invece una accusa contro le atrocità commesse dall’uomo in nome della religione, ed anche in questo caso la figura del cappio è da associare a quella del patibolo.

Bene, concludete l’intervista a vostro piacimento…

Grazie ancora dello spazio che ci avete dedicato. Continuate a seguire e sostenere questa grande webzine dove vi terremo costantemente aggiornati sugli sviluppi del progetto Aedera Obscura… A presto, Eric.