31-03-2010, Roma.

Quando arrivo all’Alpheus, verso le dieci di sera, le luci sono già basse e una musica sinistra aleggia per il locale. Nonostante l’ora i Dark Funeral stanno iniziando il loro spettacolo, e fortunatamente arrivo giusto in tempo per ascoltarlo interamente. La band svedese è ormai ben rodata per quanto riguarda le esibizioni dal vivo, ne è prova la lunga lista di date che da molti anni a questa parte affollano il loro calendario, date che si sono svolte nei più disparati angoli del pianeta; emblematico, in tal senso, il doppio dvd realizzato in Sud America, con a seguito dei nostri una buona affluenza di pubblico. Ovviamente – e fortunatamente per me – a Roma l’affluenza è molto ridotta, e non bisogna fare fatica a seguire l’esibizione.

L’Alpheus, nonostante non si enorme, è uno dei migliori locali romani per accogliere questo tipo di concerti, e quindi mi appresto a godere della sana violenza sonora dei Dark Funeral coi migliori auspici. “The End Of Human Race” apre le danze, direttamente dall’ultimo full-length della band, e l’impatto è devastante. I Dark Funeral come è loro solito curano l’estetica dell’esibizione e, come da copione, sono avvolti da vistose armature di pelle nera, col loro tipico face-painting. L’atmosfera sulfurea e infernale è creata in un muro sonoro di buona qualità, nel quale spicca il drumming di Dominator, davvero disumano! Si prosegue puntando principalmente, come scelta dei pezzi, sull’ultimo “Angelus Exuro Pro Eternus” e sull’ottimo “Diabolis Interium“, probabilmente il più orientato verso la riproposizione in sede live tra tutti i dischi dei Dark Funeral. Canzoni come “Stigmata”, fanno riprendere un attimo il respiro, ma si torna subito sui ritmi sostenuti. “Ravenna Strigoi Mortii”, “The Arrival Of Satan’s Empire”, “Atrum Regina”, “666 Voices Inside”, si susseguono fino ad arrivare al cult “An Apprentice Of Satan”.

La sorpresa della serata è il rifacimento di “Dead Skin Mask” degli immensi Slayer, una cover presente nell’EP del 2000 “Teach Children To Worship Satan”. Ben riuscita, dicevo, con un assalto finale di doppia cassa in cui è difficile rimanere indifferenti. A questo punto mi aspettavo “Secrets Of The Black Arts”, ma purtroppo come è già successo nelle altre date degli ultimi periodi, inspiegabilmente questo capolavoro del male non viene riproposto e, il ruolo di traccia conclusiva, se lo prende “My Funeral”; sicuramente interessante come pezzo, dal quale è stato estrapolato il recente video-clip, ma non adatto a questo compito. Difatti la canzone è spezzata tra rallentamenti e riprese di ritmo, e non conclude nel migliore dei modi l’esibizione dei nostri, lasciando un po’ di amaro in bocca. Per il resto il concerto è stato positivo. Il locale un po’ meno, oltre ad aver fatto suonare la band svedese ad un orario ridicolo, appena terminato il concerto tutti i presenti vengono buttati per strada. Un atteggiamento deleterio, che come spesso accade lascia senza parole.

Traendo le conclusioni, posso considerarmi soddisfatto; i Dark Funeral al momento restano da considerarsi in piena forma nei live e in buona salute anche a livello di idee. Anche se lo spettacolo poteva essere più ricco, sia in termini di quantità di pezzi riproposti che per quanto riguarda la scenografia, nella loro esibizione asciutta e diretta i Dark Funeral si sono rivelati ancora una volta vincenti e godibili in sede live.