Black Metal Ist Krieg vi propone l’intervista ai Chelmno, band nostrana che, col nuovo “Horizon Of Events“, giunge al secondo full length. Nonostante siano rimasti nell’ombra, i Chelmno rappresentano una interessante entità, soprattutto per chi ama il black vecchio stile. Abbiamo sentito il cantante e bassista della band, Ferghus.

Chelmno è il nome di un campo di concentramento nazista. Come mai la scelta di questo monicker per la band?

Il nome della band è stato scelto quando avevamo 16 anni. Le scelte erano molto più istintive. Anche all’epoca era comunque evidente che la politica del nazionalsocialismo non centrava nulla. La scelta era data dall’alone maligno e oscuro che si aggirava attorno a questo campo di sterminio.

E’ da poco uscito il vostro secondo full-length “Horizon Of Events”. Quali pensate siano i punti di forza di questa nuova fatica e cosa la differenzia sostanzialmente dal suo predecessore “Under Our Cemetery“?

“Horizon of Events” contiene delle tracce composte ancora al tempo di “Under our Cemetery”, il che può far sì di trovare delle delle analogie. Credo comunque che la personalità, il livello di sound e la stesura dei riff (questa volta curati anche dal sottoscritto oltre che da Berghof) siano notevolmente cresciuti.

Oltre alla radicata ispirazione tratta dal Black Metal norvegese, quanto il primo disco dei Beatrik e gli album dei Tenebrae In Perpetuum hanno influenzato il piglio dei Chelmno?

Noi tutti siamo cresciuti con il black metal scandinavo, il quale ci ha parecchio influenzati nel corso degli anni. Direi che i lavori dei T.I.P. e Beatrik non sono mai stati fonte di ispirazione del nostro modo di fare musica, semmai del modo di registrarla. Di tutti noi è comunque il parere che sono stati due gruppi di punta della scena Black metal italiana degli ultimi 10 anni, per personalità, stile e attitudine.

I vostri ultimi brani a livello concettuale da cosa traggono ispirazione? “Horizon Of Events” ha un elemento comune a tutti i suoi brani al quale possiamo far riferimento?

“Horizon of Events” non è un concept album. Le lyrics non sono legate l’una con l’altra, ed i testi sono frutto dei miei stati d’animo.

Un particolare che si apprezza del vostro ultimo disco è il senso di caos nella produzione, in che modo avete curato i suoni del disco?

Penso che questo caos, come dici, si crei e sia frutto della registrazione e del mixaggio. Di tutto questo ce ne occupiamo noi stessi nel nostro “studio”. Non essendo dei professionisti, non arriviamo alla pulizia sonora che puoi avere in uno studio professionale, anche perchè non ci interessa. Credo che, oltre alla composizione, occuparsi dalla A alla Z della registrazione, faccia risaltare tutta la personalità di una band. Ci tengo a precisare, che in questa occasione, Radok dei Lorn ha avuto un ruolo fondamentale nelle fasi di mixaggio.

Abbiamo approfondito il lato “studio” dei Chelmno. Per quanto riguarda l’aspetto “live” invece, come vi ponete?

Abbiamo affrontato dei live parecchi anni fa nelle nostre zone; è un aspetto al quale per ora non diamo importanza. Quel poco tempo che c’è, preferiamo concentrarlo in composizione e registrazione.

Agli sgoccioli del 2010 possiamo dire che il Black Metal stia lentamento perdendo la sua visibilità nel panorama musicale. Quando i grandi gruppi degli anni novanta non esisteranno più secondo voi chi prenderà il loro posto?

Probabilmente il true black metal è destinato ad eclissarsi, oppure a strisciare nel vero underground, per far posto alle superproduzioni di alcune major, ma non solo. Se il true black metal morirà definitivamente, accadrà solo per colpa di molte case discografiche, le quali, in questi ultimi anni, hanno dato spazio a presunti gruppi black metal che tali non erano. Si è così creata una gran confusione, anche nella definizione del genere. La gente che sempre più frequentemente a questo genere si è avvicinata (grazie alla rete…) si è fatta evidentemente un’idea sbagliata del black metal; questi, sempre più numerosi, hanno eclissato i veri cultori. Il processo è innarrestabile, ma noi, almeno per ora, continueremo a fare musica per queste poche persone.

Tornando invece nell’underground, avete qualche gruppo da segnalare che considerate particolarmente vicino alla vostra indole?

Non ascolto più musica in modo assiduo come facevo anni fa. Comunque sento spesso parlar bene delle black metal band del nord-est italia e invito la gente a tenerle sott’occhio. Ci sono comunque anche altre band in giro in grado di offrire emozioni, ma mi limiterò a citare le ultime che in questo periodo ho ascoltato più spesso: Mgla e Siculicidium per esempio. Non mi soffermo a farne una lista, dal momento che dimenticherei sicuramente chi meriterebbe di essere menzionato.

Nonostante i Chelmno, a quanto pare, siano saldamente ancorati a un modo di fare musica che si perde negli anni trascorsi, quali sono i progetti per il futuro per il vostro progetto musicale?

Continueremo a suonare black metal, come abbiamo sempre fatto del resto. Ci saranno dei cambiamenti nella line-up molto probabilmente, cambiamenti che spero velocizzino le fasi di composizione e registrazione. Stiamo comunque lavorando a dei nuovi pezzi.

Bene, le domande sono giunte al termine. Vi lasciamo spazio per concludere a vostro piacimento.

Ti ringrazio ovviamente per lo spazio che ci hai dedicato e invito la gente a procurarsi il disco “Horizon of Events”, non limitatevi ad ascoltarlo su internet e non perdete tempo a cercarci su myspace o simili, non ci troverete lì.