Lifelost – Dialogues From Beyond

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La Trascending Obscurity Records la sa lunga sulle bands da proteggere sotto le proprie ali, pertanto quando arrivano dei promo da parte di questa etichetta sai già che si tratta di prodotti di  qualità, anche per quanto concerne le produzioni, i layout sempre molto curati e spesso venduti in formato box, con interessanti gadget all’interno, come le toppe della band, cartoline autografate, poster e addirittura cavatappi; insomma, prodotti che possono far gola soprattutto al mercato dei collezionisti. Per quanto riguarda il progetto in questione, Lifelost, vede come titolare della baracca Phlegeton, personaggio eclettico e ben noto nel metal estremo underground spagnolo ed europeo. Già membro di bands dal calibro pesante come i Wormed e i Banished From Inferno, ha deciso di dedicarsi a questa sua nuova creatura per proporre le idee più estreme e malate che gli passavano per la testa; in una recente intervista rilasciata a un magazine espone questi pensieri: “sto lavorando da circa due decenni  su diversi stili di musica e improvvisamente, quando meno me l’aspettavo, ho trovato una via di fuga dal convenzionale come tutti lo conosciamo. Ho visto un’apertura verso l’ignoto, dove viene evocata la parte principale della psiche, quella irrazionale. Molte mie emozioni cupe sono nascoste dietro queste tracce, estremamente vicine a quel surrealismo quasi cinematografico e improvvisato, e in questo modo sono riuscito a trovarmi a mio agio anche nei sentieri più oscuri“.

Direi che con queste parole il talentuoso mastermind ci dà un bell’incipt circa quello che possiamo trovare all’interno di “Dialogues From Beyond”, una camminata di venticinque minuti scarsi in ambienti neri, scuri, ostili e claustrofobici. La freddezza del black metal impersonale, come un giustiziere a cavallo senza volto, incontra la brutalità del death più rabbioso e incendiario. Lifelost vuole essere un magma che serpeggia nelle insenature della mente come un serpente, lasciando il segno con sofferenza e perdizione, scavando nella psiche e catturando l’attenzione per captare ogni minima sfumatura espressa dalla sua brutalità incessante come un martellamento. La durata relativamente breve (necessariamente, per via dell’estremismo della proposta) fa sì che ogni nota sia intrisa di emozioni più di quello che possa sembrare. Da quando si schiaccia play a quando finisce “Dialogues From Beyond” non concede un attimo di pace, col suo pestare incessante e il growl soffocato e prepotente dello spagnolo. Croce e delizia pertanto; se da una parte l’amante delle sonorità più brutali e orride potrebbe farci colazione, un altro poco avvezzo alla ripetitività potrebbe rischiare di uscirne seriamente lesionato a livello cerebrale. È un viaggio che sai quando inizia ma non ne conosci né la durata né la destinazione, e colpisce, durante tutto il percorso, la tua vulnerabilità, penetrando nei pensieri più inconsci, creando costanti situazioni di suspence. L’ascolto di questo disco è molto complesso e difficile, roba per poche persone che hanno davvero pelo sullo stomaco per addentrarsi in questa selva oscura. La discreta produzione aiuta sino a un certo punto; i pezzi sono sufficientemente simili tra di loro per sembrare un unico blocco di ghiaccio freddo e scuro, ma più si ripete l’esperienza e più si trovano sottili differenze che soltanto un orecchio esperto può captare. Un ascolto decisamente consigliato a chi è strettamente amante del genere e ama immergersi in ambienti lugubri e sulfurei, sconsigliato invece ai neofiti o chi ascolta prettamente band di tabellone; qui si parla di underground vero ma di quello fatto con spessore e classe.

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