Svartahrid – Ex Inferi

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Quinta fatica sulla lunga distanza per i norvegesi Svartahrid, band attiva dal lontano 1994 ma che soltanto di recente è ritornata a produrre nuovo materiale con una certa continuità, dopo i problemi di line up dovuti essenzialmente al soggiorno nelle patrie galere del membro fondatore Ilvastar, reo di aver decapitato un cadavere in un obitorio nel 2003 per scopi imprecisati. Della formazione originaria restano comunque i due principali compositori del gruppo, ovvero il cantante e chitarrista Istar ed il tastierista e batterista Forn, membri anche dei più noti Mactatus. “Ex Inferi” é un lavoro piuttosto canonico di black metal classico, con marcate sfumature paganeggianti, che, benché ben fatto, non potrà entusiasmare più di tanto chi segue questo genere fin dagli inizi. Dal momento che l’esperienza e la capacità compositiva certamente non difettano ai nostri, vista anche la lunga militanza sulla scena, gli Svartahrid si dimostrano abbastanza abili nel creare atmosfere cupe e notturne, con squarci epici e marziali, portando avanti un discorso espressivo intrapreso fin dal debutto “Forthcoming Storm”, pubblicato nel 1999. In effetti gli Svartahrid non si sono discostati molto nel corso degli anni dallo stile adottato ai loro esordi, fatto di sferzanti cavalcate chitarristiche sottolineate da qualche timido inserto di tastiera, e da passaggi dal piglio ora orgoglioso ora tragico, che chiamano continuamente in causa i loro numi tutelari, facilmente individuabili in gruppi come primi Helheim, Enslaved e Satyricon, senza tralasciare una pesante influenza proveniente dal true black metal dei primi anni novanta. I brani migliori sono la violenta e glaciale “Veil Of Lies” e la notturna ed avvolgente “March With Us”: il resto dell’album si mantiene comunque qualitativamente accettabile, pur senza particolari sussulti o lampi di genio. Gli Svartahrid confermano sostanzialmente il loro status ormai consolidato di gregari di lusso, di band non indispensabile, che tuttavia ripropone con una certa classe un sound tradizionalissimo (da altri meglio e più intensamente interpretato una quindicina di anni fa), facendosi ascoltare con piacere.

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