Evilfeast – Mysteries Of The Nocturnal Forest

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In questa fine 2018 ricca di tante sorprese nel mercato estremo mancava la Eisenwald a farci un regalo e, proprio con l’avvicinarsi del santo natale, l’etichetta che ha base in Germania avrà pensato al barbuto Santa Claus, che deve lavorare e portare i doni presso le nostre case, ma dovrà pure riempire il suo capiente sacco di pezza. Pertanto perché non fare una bella reissue del primo lavoro degli Evilfeast? Noi pensiamo sia un’ottima idea! Evilfeast, al secolo GrimSpirit, è una one man band polacca che in patria è una vera e propria istituzione del black metal, dalle fortissime venature atmosferiche, al limite del sinfonico e depressive. Ciò che effettivamente più differenzia Evilfeast dal puro sinfonico è un approccio minimale e brutale alle composizioni che risultano meno curate e più di impatto primitivo, come se un’orchestra da camera volesse suonare dentro una grotta mentre fuori incombe una tempesta. “Mysteries Of The Nocturnal Forest” è il primissimo misantropico lavoro della band, pertanto bisogna approcciarsi ad esso come ad un opera ancora acerba e arrembante, ma non sprovveduta. Qui sono state gettate le basi per quelli che saranno poi i successivi quattro full lenght, più vari ep e split. Oggi potrebbe risultare un disco immaturo e prevedibile per certi versi, ma considerato il contesto in cui uscì non possiamo di sicuro definirlo banale.

Le soluzioni sinfoniche risultano sinistre e davvero evocative nella loro primitività, creando atmosfere agghiaccianti e poco salubri, dove traspare la perversione del leader, la sua più totale depravazione nonché devozione ad artisti del calibro di Burzum e Midnight Odyssey. I suoni sono sporchi e rudi al limite del miserabile in alcuni frangenti, dove le chitarre fanno il verso ai fantasmi della foresta notturna, con il consueto tappeto etereo di tastiere sognanti. Ma più che di sogni qui si tratta di incubi a occhi aperti: ciò che vuole trasmettere GrimSpirit dal suo lato più misantropico e asociale. Ma come non citare pezzi da novanta come “Immerse Into Cold Mist” oppure “The Black Heavens Open”, con il loro incedere marziale che si alterna a sinistri synth come se fosse una battaglia tra il bene e il male, ma anche la più spedita e violenta “Towards The Funeral Winternight Landscape”, l’episodio più devastante insieme alla conclusiva e mai doma “Morbid Rejoice”.

Brani killer che, nonostante i quindici anni sul groppone, hanno ancora l’attitudine pionieristica e la freschezza della gioventù. La nuova edizione risulta identica nel suono all’originale, ma con una confezione ben curata e accompagnata da un booklet di ben 12 pagine, una riesumazione che ultimamente capita sempre più spesso nei confronti di dischi classici del genere che ingiustamente, con l’inesorabile passare del tempo (e a meno di non possedere un moniker di peso internazionale), vengono persi nel dimenticatoio, in quei meandri della mente dove si nascondono gli incubi che cerchiamo di mettere da parte. Ma questa volta a risvegliare l’incubo e farlo diventare realtà ci ha pensato la Eisenwald regalandoci l’ennesima chicca di questo 2018, che in campo di black satanico e anticlericale non smette ancora di stupirci. Dipingetevi la faccia di bianco e nero e correte nudi in una foresta ascoltando Evilfeast. Non ve ne pentirete.