Quintessenz – To The Gallows

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Per la serie “piccoli Quorthon crescono”, dalla Germania con furore arriva il nostro Genözider, personaggio piuttosto attivo nella scena underground teutonica (Bulldozing Bastard, Luzifer, Vulture) e evidentemente molto affezionato al vecchio black/thrash che, nonostante il trascorrere degli anni, continua a contare su uno zoccolo duro di sostenitori inossidabili. “To The Gallows” è la seconda fatica sulla lunga distanza di Quintessenz (l’esordio “Back To The Kult Of The Tyrants” risale al 2010) e non sposta di una virgola le coordinate stilistiche di un progetto che non pretende di inventare nulla di nuovo ma soltanto di torturare l’ascoltatore seppellendolo sotto una coltre di riff taglienti e cattivi, estremamente semplici e minimali ma, almeno a tratti, decisamente coinvolgenti. Le strutture lineari ed il piglio “in your face” favoriscono la fruizione di un lavoro che (non è nemmeno necessario sottolinearlo) paga pegno, oltre ai già citati Bathory (specie “Under The Sign Of The Black Mark”), a tutta la prima ondata black metal ed a tutta la scena speed/thrash anni ottanta, senza tralasciare qualche passaggio più gelido e funesto, che ci riporta direttamente nella Norvegia dei primi anni novanta. Un mix assolutamente non originale ma sempre accattivante, in questo caso ben amalgamato e declinato in episodi che colpiscono nel segno (su tutti “The Claws Of Nosferatu” e la title track). Sporca, ruvida, grezza, senza compromessi né concessioni alla melodia, questa è la musica che ci offre Quintessenz: vecchia e superata? Certamente sì ma chi se ne frega. Chi ama Aura Noir, Bewitched, Desaster, Dom Dracul e compagnia apprezzerà, gli altri possono bruciare all’inferno!