Sombre Chemin – Hétérodoxie: Opus III (Involution)

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I Sombre Chemin giungono con questo lavoro – loro terzo full length album – alla terza e conclusiva parte della trilogia iniziata con il demo “Hétérodoxie: Opus I (Haine)”, edito nel 2007, e proseguita con lo split in compagnia degli Eole Noir “Hétérodoxie: Opus II (Fiertè/Errance)”, pubblicato nel 2010. I nostri sono sostanzialmente il solo project di Vilwolfheim, personaggio piuttosto attivo nella scena underground transalpina, che si serve della collaborazione di musicisti di volta in volta diversi, in particolare in veste di singer. Lo stile della band ha subito nel corso degli anni un cambiamento che ha portato ad inglobare influenze differenti rispetto alla base di partenza, costituita da un freddo e tradizionale old school black metal. I nostri hanno infatti assunto in modo sempre più evidente i connotati di una pagan black metal band, sulla scia dei Graveland del periodo mediano o dei Veles, introducendo nel loro sound elementi latamente folk e sinfonici. Sia musicalmente che dal punto di vista ideologico e concettuale i Sombre Chemin sono accostabili a quelle bands francesi come Seigneur Voland, Kristallnacht, Ornaments Of Sin, Orthanc ed altre, che in qualche modo portano avanti il discorso intrapreso all’inizio degli anni novanta dalle famigerate Legiones Noires. In questo disco i nostri esprimono in modo convincente odio ed emozioni oscure raggiungendo un buon equilibrio tra sfuriate al fulmicotone e parti più atmosferiche, nelle quali emergono linee melodiche di grande bellezza, intrise di tristezza e malinconia. A tratti la musica sfocia in territori vicini al depressive, anche grazie ad un cantato lacerante, che sembra provenire da distanze siderali. Se amate il black metal avvolgente e non troppo aggressivo unito a tematiche di stampo nazionalistico e NS, troverete senz’altro in quest’opera un buon compendio di questo genere di sonorità. Sicuramente si tratta del disco più maturo e completo prodotto finora da questa band.