Omegavortex – Promo 2018

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Non si sa davvero molto di questa band tedesca, dato che i membri si fanno chiamare semplicemente con le lettere iniziali del proprio nome, come ormai succede sempre più di frequente (troppo di frequente). Gli Omegavortex nascono nel 2007 con il moniker Ambevilence, con il quale danno alle stampe un promo ed un ep autointitolato, rispettivamente nel 2014 e nel 2015, ed ora proseguono il loro cammino fra i tortuosi e putridi anfratti dell’underground più sotteraneo con questo nuovo promo autoprodotto che esce in formato tape e che già dall’estrema semplicità della confezione ci fa intuire la natura casalinga del prodotto, comunque registrato piuttosto bene rispetto ai consueti standard. Si tratta di quattro pezzi, probabilmente destinati a finire sull’album di debutto di prossima pubblicazione, di furioso e caotico black-death metal, votato all’adorazione della vecchia scuola nella sua forma più oscura e malevola. Il riffing pastoso e nerissimo si accompagna ad una sezione ritmica vorticosa, caratterizzata da un drumming furente e da un basso abbastanza in evidenza, a dare profondità ad un suond già di per sè catacombale e cavernoso; il tutto incorniciato da un vocione a metà strada tra il growling ed il più classico screaming.

Vengono chiamati in causa a più riprese, per la violenza contorta sprigionata dalle note, gruppi come Necrovore e Katharsis ma anche Incantation, Morbid Angel e ultimi Mayhem ed è proprio ai maniaci di questo genere di sonorità che è rivolto in via esclusiva questo breve lavoro. In questo promo non ci sono in realtà particolari elementi di novità ma c’è da dire che gli Omegavortex riescono ad interpretare con convinzione e con la necessaria dose di attitudine un sound ben definito e ormai tradizionale, che fa della furia distruttiva il suo principale punto di forza, mescolando con l’abilità del bravo artigiano questo elemento, che resta sempre preponderante, con un andamento a tratti ipnotico e stacchi più rallentati e paludosi, costruendo strutture anche piuttosto complesse attraverso l’alternanza tra violenza ed atmosfere sinistre e mortifere, senza trascurare assoli fulminei e qualche sparuto (ma efficace) accenno di melodia. Insomma siamo di fronte ad un debutto che raggiunge in pieno il proprio obiettivo e si dimostra un valido ed onesto prodotto underground: specialmente “Omega Spheres” e “Dark Matter” non vi lasceranno del tutto indifferenti. Vedremo cosa riusciranno a combinare i nostri in una prova dal minutaggio più sostenuto.