Evil – Pure Black Evil

0
178

“Pure Black Evil” è la prima parte di una raccolta antologica, in edizione limitata a mille copie, che gli Evil, storico duo brasiliano, da alcuni snobbato e sottovalutato e da altri considerato una vera e propria leggenda dell’underground, offrono al proprio pubblico. Questo lavoro ripercorre circa due decadi di storia dei nostri e comprende, oltre ad un paio di inediti, vecchi pezzi scritti in un periodo che va dal 1996 al 2008 e ormai molto difficili da reperire perchè pubblicati, alcuni, in 7”ep come “Distant In Forest’s Deep” e “I Came From The Abyss” ed altri in split 7” in compagnia di gruppi come Aryan Blood, Der Sturmer, Satanic Warmaster, Bilskirnir, Pantheon. Vi è poi anche una cover dei Moonblood, la bathoryana e cafonissima “Burning In Hell”, originariamente apparsa su un tributo alla band tedesca. Sbaglia di grosso chi considera gli Evil alla stregua di un gruppo NSBM come tanti altri. Benchè i nostri abbiano dimostrato in passato una certa propensione verso questa corrente di pensiero, ora sembrano averne preso le distanze. In ogni caso, da un punto di vista prettamente musicale, gli Evil sono da considerarsi una black metal band a tutto tondo, in grado di rielaborare le migliori influenze in modo personale e convincente, dando vita a canzoni a dir poco memorabili. L’atmosfera che si respira all’ascolto è carica di quel marciume e di quel feeling macabro tipicamente anni novanta che non potranno lasciare indifferenti coloro che fruiscono abitualmente di questo genere di sonorità. La prima parte del cd è caratterizzata da episodi giocati su tempi rallentati, quasi ai limiti del depressive, pregni di malinconia e amara mestizia, che chiamano in causa in egual misura realtà come Abyssic Hate, Nargaroth, primi Forgotten Woods ed il Burzum di “Filosofem”. La lunga e drammatica suite “Illusion And Hope”, divisa in due parti, è un vero e proprio manifesto di dolore in musica ma è la successiva “In The Forest Of Insanity And Sorrow” a rappresentare il picco compositivo della prima metà del disco, con il suo andamento trascinato e cantilenante ed il suo riffing ipnotico e circolare. Le meste note di chitarra acustica con le quali si conclude questo pezzo sembrano idealmente chiudere la fase più introspettiva del lavoro per introdurci in una seconda parte caratterizzata da ritmi più sostenuti e da assalti frontali carichi di violenza e ferocia, che restano tuttavia marchiati da un approccio melodico e da un guitarwork sempre accattivante ed orecchiabile. Si susseguono quindi la darkthroniana “Ancient Hatred”, la bellicosa “Triumph Of Sword”, che rievoca i Graveland degli esordi, la thrasheggiante “Iron Tyranny”, carica di influenze ai limiti del rac, e la superba “Hyperborea”, che sembra quasi uscita da “Aske”, tanto il riff portante è colmo di echi burzumiani. Siamo quindi di fronte ad un lavoro vario e completo sotto ogni aspetto, che risulta estremamente coinvolgente anche per la sua eterogeneità, grazie al fatto che i brani veicolano sensazioni ed emozioni diversissime e complementari tra loro: rabbia, tristezza, furore, esaltazione, rassegnazione Da avere senza ombra di dubbio.

REVIEW OVERVIEW
Voto
85 %
Previous articleMorbid Macabre – Nails Of Lust
Next articleEmrevoid – Emrevoid