Funerary Bell – The Coven

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Interessante debutto sulla lunga distanza per i Funerary Bell, trio proveniente dalla Finlandia ed autore in passato di un demo, di un ep e di uno split in compagnia dei più noti conterranei Blood Red Fog. In quest’opera la band porta a maturazione una concezione musicale che, se non può dirsi completamente originale, lascia comunque intravedere una personalità creativa fuori dal comune e davvero rara in questi tempi magri. I nostri infatti suonano una sorta di black metal occulto, che spazia ampiamente in territori vicini al death metal più cupo e rallentato, per sfociare in molte occasioni nel doom più funereo e disperato. Ciò che predomina è un feeling macabro e malignamente mistico, veicolato soprattutto dalle molte parti lente e da momenti di autentica angoscia. Il gruppo costruisce quest’atmosfera opprimente e mortifera senza molti orpelli tecnici ed eccessive elaborazioni, affidandosi soltanto alle dense e pastose trame chitarristiche, che si intrecciano e si susseguono con grande efficacia. Stilisticamente potrebbero essere avvicinati sotto molti aspetti ai norvegesi Faustcoven, ma i Funerary Bell dimostrano di essere più abili nell’amalgamare le varie anime (tutte nerissime) della loro proposta musicale in un insieme fluente e lineare, nel quale senza soluzione di continuità si può passare da una sfuriata feroce e belluina ad un improvviso rallentamento carico di pathos, in modo assolutamente naturale e non forzato (ascoltare per credere la bellissima “Detachment” o la lunga title track posta in chiusura, vero caleidoscopio di emozioni negative). Tra i solchi di questo disco l’orecchio attento non faticherà a cogliere i più disparati riferimenti: dall’occult metal d’annata dei nostrani Mortuary Drape, alle melodie avvolgenti, infernali e sinistre dei Necromantia; dal black/doom oppressivo dei primi Barathrum, al death/doom lacerante dei vecchi Katatonia. Il tutto enfatizzato da una produzione old school, tremendamente anni novanta, che, senza barocchismi di sorta, accentua l’alone notturno e misterioso dei pezzi. Finalmente un gruppo che riesce a reinterpretare in modo convincente le proprie radici musicali senza cadere nella mera imitazione.