Mavorim – Silent Leges Inter Arma

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Sotto il moniker Mavorim si cela l’oscura figura del tedesco P., unico mastermind della band in questione. A P. le idee non mancano e in questo suo “Silent Leges Inter Arma” lo dimostra creando un debut valido che, seppur senza sconvolgere il già inflazionatissimo panorama black metal underground, ribadisce che questa frangia del metal, più sporca e ortodossa, è viva e la sua fiamma continua ad ardere costantemente. Se si va ad analizzare la proposta dei Mavorim si scopre che, in fin dei conti, non è neppure eccessivamente derivativa, trattandosi di un black metal classico ma nella più ampia accezione del termine, considerando il fatto che ogni singolo brano risulta essere un viaggio personale nei labirintici meandri mentali dell’oscuro personaggio dipinto da panda che ha composto questo lavoro. L’album è prodotto in maniera esemplare. La qualità balza subito alle nostre orecchie a partire dalla sinistra intro, che apre le porte a una dannatamente heavy “Das Fleisch Der Engel”, nella quale si sente subito che il sogno di P. sarebbe stato nascere in Svezia. Le melodie glaciali e sinistre, alternate a riff taglienti come scimitarre, ci riportano infatti ai primi Dissection in quanto a oscurità e malinconia, grazie pure al ben bilanciato songwriting, che riesce a spaziare in maniera elegante e sapiente tra aggressività e atmosfera attraverso melodie non troppo ovvie e un fantastico lavoro di chitarra, coadiuvato da un ottimo drumming, mai eccessivo e lineare, che facilita la memorizzazione dei pezzi.

“Silent Leges Inter Arma” è una cavalcata in foreste ghiacciate in sella a un destriero: tenebre, ghiaccio e spade al cielo, in attesa di qualche drago a tre teste da sconfiggere. Sono sette inni epici (più un’intro e un’outro) che non dispiacerebbero neppure a un adolescente Joey DeMaio, tanta è la fierezza sprigionata lungo il tortuoso cammino che corre da inizio a fine disco. La predilezione è per i mid tempos, anche se le accelerate non mancano, seppur centellinate, e l’uso del blast beat è piuttosto raro. Una scelta atipica in questo genere ma che alla lunga risulta personale e vincente, facendo sì che l’attenzione venga focalizzata quasi esclusivamente sulle tessiture melodiche delle chitarre e sui riff carichi di groove a tonnellate, che occasionalmente sembrano usciti dalla Explorer di un Hetfield in preda a una sbronza allucinogena. Disco davvero ben riuscito questo dei Mavorim (ricordiamo che al netto di ep e split si tratta di un debut album), sul quale dilungarsi a parole sarebbe davvero superfluo: oscurità, misticismo e atmosfere sognanti che ci portano in un batter d’occhio dagli inferi al cielo più candido. Il 2019 lo facciamo iniziare col botto per gli amanti del melodic black metal (anche se per la precisione il disco è uscito a metà dicembre 2018): fate vostro questo “Silent Leges Inter Arma”. Assolutamente.