Haternal – Worship Terror

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Dopo aver dato alle stampe “Fera”, ep di debutto degli Ultio, la giovane ed intraprendente etichetta italiana Brucia Records, determinata a promuovere realtà underground, torna a farsi sentire pubblicando questo “Worship Terror”, opera prima dei nostrani Haternal, duo formato da Kain (voce, chitarra, basso) e Windam (chitarra, basso, batteria) e dedito ad un black metal di matrice squisitamente old school, essenzialmente tradizionale e legato a doppio filo all’estetica e all’attitudine dei primi anni novanta, note a tutti i cultori del genere. La band pare in realtà essere nata nel 2008 ma solo oggi giunge al traguardo dell’esordio discografico, recuperando materiale parzialmente registrato nel 2009 per una demo mai pubblicata, per l’occasione completato e riarrangiato. L’approccio dei nostri non ha e non pretende di avere nulla di particolarmente originale ma è sostanzialmente efficace nel ricreare, nei poco più di venti minuti di durata del disco, quelle atmosfere sinistre e sulfuree così familiari e confortevoli per ogni appassionato di questo genere di sonorità, che in questo caso specifico si rifanno in special modo a gruppi come Carpathian Forest, Craft e, naturalmente, Darkthrone.

I quattro pezzi qui presenti, pur nella loro assoluta prevedibilità, risultano anche piuttosto ben costruiti, bilanciati come sono tra accellerazioni furiose, mid tempos rocciosi e granitici, rallentamenti dal sapore vagamente doomish e passaggi più accattivanti in odore di black n’ roll. Il tutto reso attraverso un riffing secco, freddo e lineare, non eccelso ma abbastanza graffiante, una sezione ritmica essenziale e funzionale ed uno screaming ruvido e indemoniato, classicissimo. Come d’ordinanza. È ovvio che se cercate qualcosa di peculiare o innovativo non è certamente agli Haternal che dovete rivolgere le vostre attenzioni. Al contrario, se siete seguaci dell’ortodossia o semplicemente desiderate rifugiarvi per un po’ nel passato e riassaporare il gusto di un sound che tutto sommato continua a mantenere intatto il proprio fascino oscuro, allora non potrete non apprezzare questo dischetto e in particolare un brano muscolare e carico d’odio come la title track, che vince a mio parere la palma di miglior pezzo del lotto e rappresenta in breve, nel bene e nel male, l’epitome della proposta musicale degli Haternal. Una proposta che, al di là dei gusti personali o della predisposizione d’animo del momento, soffre oggettivamente di una produzione estremamente deficitaria (giustificata solo in parte dal genere prescelto), che incide sulla potenza e sulla comprensibilità del risultato finale. Qualche buona idea comunque c’è e questo ep d’esordio, che resta un prodotto destinato ad un pubblico esclusivamente underground, strappa la sufficienza: ritengo però che in futuro gli Haternal, curando maggiormente gli aspetti che ho cercato di sottolineare qui sopra, potrebbero fare molto meglio.