Gli italiani Kernon si affacciano nel panorama underground con “Roots Of Malevolence”, un’uscita che denota qualche difetto, soprattutto per la carenza dei mezzi a disposizione in sede di registrazione e produzione, ma che d’altro canto mette in evidenza molti spunti interessanti, grazie ad una commistione retrò e a suo modo personale, di black, death e spunti progressivi. L’occasione è propizia per approfondire alcuni temi direttamente con la band in questione.

Ben arrivati su Black Metal Ist Krieg… per chi non sa nulla di voi, cercate di esprimere il vostro concetto musicale. Con quali criteri sono stati scelti i pezzi che vanno a creare il vostro debutto?

I pezzi che abbiamo scelto per il debutto sono stati scelti in base al nostro gusto personale e poi in base alla data di creazione dagli stessi. Per il debutto la prima canzone è stata “Tempest”, avevamo scelto questo pezzo perché ci sembrava ottimo come debutto e come presentazione della band.

Quanto la realizzazione di questo ep è stata faticosa, mi riferisco all’assemblare i riff di chitarre, i pattern di batteria e via via gli altri strumenti… e quante bozze iniziali durante la composizione sono state eliminate inizialmente per poi, in un secondo momento, riprenderle nuovamente?

L’ep è stato registrato interamente da noi, non siamo andati in studio. Tramite l’utilizzo di una scheda audio e di un programma per registrare (Cubase) siamo riusciti a realizzare l’intera produzione da noi. Per registrare la parte di batteria ci siamo trovati a casa di Fangorn, alias Oscar Zanisi (batterista), e tramite l’uso della batteria elettronica abbiamo registrato la sua parte. La registrazione di chitarre, basso e altri strumenti è stata svolta tutta interamente da Wulfric, alias Edoardo Ferrandina (chitarra principale e seconda voce). Come ultime registrazioni sono state fatte le voci di Wulfric e Kratos, alias Andrea Mazzucchelli (voce principale). Durante la registrazione, talvolta, abbiamo dovuto allungare le parti musicali perché solo in quel momento ci siamo accorti che andavano aggiunte ulteriori parti.

Questo ep è una sorta di antipasto prima dell’uscita di qualche produzione più importante?

Dopo l’uscita dell’ep del 7 dicembre 2020, abbiamo già in programma di realizzare un vero e proprio album, registrato in studio, costituito da 6 pezzi nuovi più i 4 dell’ep.

Il nome Kernon da dove deriva? Come avete compreso che questo moniker riusciva a sposarsi in maniera omogenea con il genere da voi proposto?

Il nome Kernon è stato inventato per indicare una divinità che porta equilibrio nella natura, dato che le nostre liriche trattano soprattutto di quello.

Ascoltando le vostre tracce, noto che uno strumento che viene messo in risalto è proprio la tastiera ma in chiave morbosa, con piccoli accenni alla VargVikernes, naturalmente con tutte le diversità del caso. Che tipo di emozioni avete cercato di esprimere attraverso questo strumento?

I suoni della tastiera e degli altri strumenti, come corni o violini, sono usati per dare corpo, creare atmosfera e trasportare l’ascoltatore nelle nostre canzoni, ciò non vuol dire che non faremo canzoni senza l’uso di tastiere o altri strumenti prima elencati, ma daremo la priorità a questo tipo di sonorità.

La voce la trovo non propriamente originale, c’è tanto da lavorare sicuramente; però ci sono anche alcuni spunti interessanti perché in certi fraseggi vocali si riesce ad ascoltare una malignità che ti porta nel passato. Cosa ci potete dire sulle vocals? Sono state registrate nello stesso studio oppure in una località diversa?

Kratos, alias Andrea Mazzucchelli (voce principale), sulla sua parte cantata usa una voce underground, sullo stile dei gruppi degli anni novanta, dove la tecnica di canto usata era un parlato/cantato, tipo lo stile di Burzum. Tuttavia non viene solo usata una voce nelle canzoni, infatti Wulfric usa la tecnica false chord per fare growl bassi e medi.

Il vostro modo di pensare e di approcciarvi alla musica estrema quanto vi ha facilitato nel creare la vostra musica? E come pensate di distribuirla? In maniera digitale oppure con delle copie fisiche?

La musica è stata creata in base a tutte le influenze musicali dei componenti della band, dato che ognuno viene da un genere diverso. Per fare alcuni esempi,Kratos ascolta molto depressive black e melodic black, Fangorn è molto sul folk e black, mentre Wulfric è più sul metal core, melodic death e blackened death. Grazie a tutte queste nostre influenze sono nati i Kernon. Per ora le canzoni sono disponibili solo on line, sulle diverse piattaforme tra cui YouTube, Spotify, Amazon, Google Play Music, Apple Music, Deezer…. Ma non escludiamo di produrre anche qualche copia fisica tra cd e vinili, ma per ora ci dobbiamo accontentare solo di questo.

Avete dei gruppi che considerate come punti di riferimento o fonti d’ispirazione?

Dato i diversi generi di provenienza, abbiamo comunque molti gruppi in comune tra i quali i Dimmu Borgir, i Behemoth, i Dark Funeral, i Belphegor, gli Amon Amarth e molti altri…

Di cosa trattano le vostre liriche?

I nostri testi di base trattano la natura in tutte le sue forme, aggiungendo storie vichinghe, normanne e celtiche e mettendo in risalto anche l’odio dell’essere umano verso la natura, considerata solo un oggetto.

Lascio a voi terminare l’intervista come meglio credete…

Dopo la realizzazione del nuovo album continueremo a produrre e comporre nuove canzoni. I Kernon, appena la situazione Covid si sistemerà, hanno già in programma di cominciare a fare eventi live.