Teratolith – Eclipse

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Esce per la piccola ma agguerrita etichetta genovese Brucia Records questo “Eclipse”, debutto sulla lunga distanza per i Teratolith, progetto avvolto nella più completa oscurità, del quale non si conoscono né i membri né la provenienza degli stessi (“vezzo” che in ambito underground sta diventando sempre più diffuso). Tutto ciò che si sa, come scritto nelle righe di presentazione del promo, è che “Teratolith non è solo una band, ma un’iniziativa artistica incentrata sull’esplorazione sia visiva che uditiva di tutte le cose nascoste. Unendo la catarsi sonora a quella visiva, questo progetto artistico esplora le oscure realtà nascoste dietro e oltre la dimensione fisica. L’identità e l’ubicazione dei membri non sono note, poiché tutti gli artisti che prendono parte al progetto noto come Teratolith vogliono che le loro creazioni siano disconnesse da qualsiasi altro aspetto del mondo esterno”. Questo full length, “da considerarsi come una meditazione personale e lancinante sull’occulto, vista attraverso gli occhi della Morte e del Caos stessi”, più che un album vero e proprio è una raccolta dei due ep che l’hanno preceduto, appunto “Eclipse I” e “Eclipse II”, usciti a pochi mesi di distanza l’uno dall’altro, a cavallo tra il 2019 e il 2020: trattandosi di due lavori uniti tra loro e registrati in un breve lasso di tempo, non vi è alcuno iato tra le due parti di questo disco, che risulta coeso come se fosse stato concepito fin dal principio nel suo insieme.

Musicalmente Teratolith è un progetto abbastanza sfuggente e non facilmente inquadrabile: diciamo che alterna, in modo non sempre efficacissimo, un black metal dal sapore sintetico e industriale, che non preme mai troppo sull’acceleratore, preferendo di norma soluzioni cadenzate e ipnotiche, a onirici squarci ambient/noise, che trasportano l’ascoltatore nelle vaste profondità degli spazi cosmici.

C’è qualche ammiccamento avantgarde qua e là, unito ad un certo piglio occulto, ma la cifra essenziale che contraddistingue l’album è proprio la meccanicità di alcune soluzioni, sempre tese tra il gelo più asciutto ed angosciante delle chitarre e l’afflato più meditativo delle parti ambientali. Dolorosa introspezione e rabbia caotica: un mix di certo non nuovo in ambito black, che i Teratolith cercano di declinare a modo loro, lasciando ampio spazio a divagazioni strumentali, mentre la voce, distante e filtrata, resta decisamente in secondo piano, persa nei meandri silenziosi del cosmo.

Se dovessi fare dei paragoni, tirerei in ballo in certa misura gli svedesi Diabolicum e, soprattutto, “Fire Walk With Us”dei nostrani Aborym, che viene chiamato in causa soprattutto in alcuni passaggi più acidi ed ossessivi (“Six” ne è un bell’esempio). In definitiva “Eclipse” è un lavoro interessante, anche se sembra portarsi addosso un che di incompiuto, che finisce per lasciarti in bocca una certa amarezza: a mio giudizio una maggiore cura in fase compositiva ed esecutiva avrebbe giovato al risultato finale, anche se è apprezzabile lo sforzo di voler in qualche modo dire qualcosa di personale. Per stuzzicare l’appetito malsano dei collezionisti più incalliti, segnaliamo che l’edizione in formato tape (ovviamente limitata) contiene un mini-poster con illustrazioni realizzate dagli artisti che si celano dietro il moniker Teratolith.