Kyrios – Saturnal Chambers

0
576

Mentre la presenza malefica di Saturno ha attraversato i cieli e ha scatenato la peste, l’isolamento e il caos sulla terra, anche i tre membri dei Kyrios si sono allineati, scavando in profondità nel sottosuolo per evocare il loro debutto”. Ottima (e sobria, come da copione) presentazione per questo nuovo progetto di recentissima formazione, proveniente da New York, probabilmente dalla parte più marcia della grande mela, e formato da Hypatian (chitarra, basso e synth), Satan’s Sword (batteria) e Vomag (voce), che esordisce con questo mini ep per la connazionale Caligari Records, piccola ma agguerrita etichetta, sempre pronta a scovare lavori morbosi e affascinanti nei cunicoli più sporchi e umidi dell’underground.

“Saturnal Chambers” concentra in soli nove minuti di durata (due pezzi veri e propri, con la title track che funge da spartiacque rumoristico/ambientale) diversi spunti di interesse, attraverso un black metal con qualche lieve sfumatura più death oriented, che ha radici ben piantate nella tradizione ma si nutre anche di atmosfere più futuristiche, viaggiando a metà strada tra un riffing criptico e malevolo, che può richiamare Mayhem e primi Emperor, e suggestioni dissonanti e spigolose, più vicine invece a certi Deathspell Omega o a gruppi come Abigor (ultimi) e Ved Buens Ende (e quindi a declinazioni più “moderne” e mature del black metal).

Questa congiunzione di influenze si sostanzia in linee di chitarra nervose e in una sezione ritmica altrettanto spezzettata, con la voce di Vomag che urla il suo bestiale dolore, e le tastiere, ben presenti ma costantemente in sottofondo, a dare corpo al tutto con il loro suono alieno e distaccato: un paesaggio devastato di antiche ed oscure rovine, che rievoca astratti orrori di matrice lovecraftiana, immersi nella fredda profondità dello spazio.

Nonostante il minutaggio assai contenuto, “Saturnal Chambers” ci presenta una nuova realtà decisamente convincente, capace di musicare scenari apocalittici, in bilico tra devozione alla vecchia scuola e tentazioni moderniste.

Sarò curioso di ascoltare il loro full length d’esordio, che potrebbe essere davvero una bella sorpresa.