Da poco sul mercato con la loro opera prima “The Call Of The Noose”, pubblicato sotto l’egida dell’etichetta ucraina Vacula Productions, gli italiani Griverion si svelano sulle nostre pagine virtuali attraverso le parole del mastermind Sadomaster, che ci racconta qualcosa a proposito del progetto e del disco d’esordio, un vero concentrato di dolore sotto forma di depressive black metal.

Come riescono i Griverion a divulgare il loro messaggio attraverso la musica?

Ave, blackmetalistkrieg! La divulgazione del nostro messaggio in musica avviene tramite l’elaborazione delle tipiche sonorità malinconiche e disperate che caratterizzano il nostro debutto, e posso dirti con certezza che la formula rimarrà pressoché invariata nella prossima release. Griverion deve essere per forza di cose sinonimo di dolore e non riuscirei ad elaborarne i contenuti  prendendo spunto da un’emozione diversa.

La depressione, quella più estrema, che può sconfinare nel porre fine alla propria vita, a livello mentale e fisico, rappresenta un’influenza per la vostra musica e i vostri testi?

La depressione è inevitabilmente uno dei motori che dà il via sia alle composizioni strumentali sia ai testi, appunto. Questi si concentrano sulla fine della vita, come hai giustamente detto, sia a livello mentale che fisico, e nello specifico soprattutto mentale, perché ritengo questo genere di morte ben più dolorosa rispetto alla morte del corpo. Ho trattato delle mie esperienze passate nei testi ed invito l’ascoltatore a prestarvi particolare attenzione e a dare essi la medesima importanza che darebbe alla musica.

La cover dell’album raffigura una porta dalla quale si intravede un cappio: potrebbe per caso condurre verso una nuova esistenza? In che modo avrà luogo l’atto finale?

Ho avuto fin da subito un’idea che avrebbe dovuto essere ben definita per la cover appena decisi di dare il titolo all’album. L’immagine è stata realizzata da Dmitrij Govor e sta a rappresentare la pulsione al suicidio che si dovrebbe provare osservandola e ascoltando le musiche. La dimensione della fine del tutto sarebbe l’unico posto verso cui la porta conduce, compiendo l’atto finale tramite l’impiccagione. Il cappio che pende da dietro la porta parla chiaro.

Una cosa che mi incuriosisce è che sul retro del libretto compaiono due colori come il nero e il bianco che identificano i vostri nomi d’arte; spiegate questa soluzione…

La scelta di non includere alcuna foto al booklet l’ha avuta inizialmente la label, e mi è subito parsa buona per far rendere il giusto effetto all’artwork. L’assenza dei nostri volti sopra i nostri nomi d’arte, sostituiti dal bianco e dal nero, rende ancor più deprimente il tutto.

Il disco è uscito per una label ucraina (nazione dove il black metal è riuscito ad attecchire in maniera ottimale): avete ricevuto riscontri positivi in questo paese o in altri paesi oltre all’Italia?

Il padrone della label si è mostrato subito entusiasta appena gli feci ascoltare i pezzi e in tempi brevi siamo giunti all’accordo di pubblicazione. Al momento sono arrivati più che altro apprezzamenti da ascoltatori dall’Italia e non molti dall’estero, ma il progetto è ancora giovane, siamo agli inizi e sono fiducioso riguardo il fatto che potrà catturare l’attenzione di un pubblico ben più ampio, col passare del tempo.

La track “Lucente Ululato” è stata creata tra il 1999 e il 2016? Come mai questa gestazione così lunga? Ci sono state delle problematiche particolari?

Le due date presenti nel titolo non fanno riferimento al periodo di gestazione, ma all’anno di nascita e morte di un’entità che ha fatto irrimediabilmente breccia nel mio cuore, tanto da considerarla una sorella. Inutile puntualizzare come la sua dipartita mi abbia segnato profondamente. Le uniche problematiche che ho dovuto affrontare sono state proprio quelle relative alla sua morte, che mi hanno portato di fatto a comporre il pezzo.

Qualora  i Griverion un giorno dovessero salire su un palco, che tipo di spettacolo offrirebbero agli amanti della musica estrema?

L’idea di portare Griverion sul palco mi stuzzica parecchio sin da prima dell’uscita dell’album e spero un giorno di realizzare la cosa riuscendo ad avvalerci di session adatti. Non avendo ancora provato ad organizzare uno spettacolo è difficile rispondere, indubbiamente il pubblico sarà annichilito dalla malsanità e dall’autodistruzione di cui il progetto è permeato.