Délétère / Sarkrista – Opus Blasphematum

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Difficile oggi, nel 2021, cercare di capire l’utilità di questa tipologia di formato, considerato che tutti hanno la possibilità di accedere facilmente al mercato e che lo scopo principale di uno split album è sempre stato quello di “unire le forze” per mettersi in luce e farsi conoscere. L’unica utilità potrebbe essere quella di far uscire qualche pezzo nuovo in attesa del full length, anche se, in questo caso, si predilige di solito l’ep, forma sempre più utilizzata nel genere. Tuttavia lo split può ancora catturare l’attenzione, non solo dei collezionisti più incalliti, quando le bands coinvolte sono davvero interessanti. Ed è il caso di questa uscita, targata Délétère e Sarkrista, che ha attirato la nostra morbosa curiosità, non solo per il blasone dei gruppi, considerando che abbiamo a che fare con acts di primo piano del black metal canadese e tedesco, ma anche per l’approccio al genere totalmente differente, che tuttavia condivide una certa tendenza melodica pur sempre brutale. Prodotto dall’ottima Sepulchral Productions, questo cd, come potevamo immaginare, è di ottimo livello e ci propone quaranta minuti abbondanti di black metal di elevatissima fattura, con le due band che non si risparmiano, tra blast beats, urla strazianti e bastarda cattiveria vecchia scuola.

Di sicuro questi nuovi pezzi non cambiano di una virgola il percorso rispettivamente intrapreso dai gruppi fin dalle loro origini ma semplicemente ricordano a tutti i fedeli discepoli che i loro beniamini sono vivi e vegeti e che sono sempre attivi nel produrre simpatiche filastrocche da ascoltare spensierati in auto, mentre ci si reca dalla fidanzatina per il pranzo domenicale. I Délétère li avevamo lasciati con l’interessante ep “Theovorator: Babelis Testamentum” che tanto ci piacque; questa volta i canadesi non accennano a rallentare e ci propongono altri tre pezzi che sono il naturale prosieguo dell’ultimo full length “De Horae Leprae”, che risale ormai al 2018.

Chi conosce la band sa cosa aspettarsi, tra sfuriate in doppia cassa, blast e urla da esorcismo; il tutto condito con grandi linee di chitarra ipermelodiche, che si intrecciano senza sosta per tutta la durata dei brani, che mantengono la complessa struttura dei lavori precedenti senza accennare a un minimo rilassamento. Tra continui cambi di tempo e una quantità di riff tanto elevata da far impallidire qualche band progressive, i venti minuti dei Délétère segnano un ritorno epico nello stile della band, tra ferocia e brutalità, e ci ricordano, come se ce ne fosse bisogno, che sul trono del metallo nero del Quebec ci sono ancora loro.

Per quanto riguarda i Sarkrista, onestamente il primo pensiero è stato: come riesce quella vecchia volpe di Revenant a non mollare mai il colpo? Di fatto questa nuova uscita rappresenta la seconda nel 2021 per la band, dopo l’ottimo “Sworn To Profound Heresy” e dopo i due dischi degli Order Of Nosferat. Una macchina da guerra il ragazzo, così come questi nuovi quattro pezzi in perfetto stile Sarkrista, che molto probabilmente escono direttamente dalle sessioni di registrazione dell’ultimo platter, considerate le sonorità totalmente assimilabili a quel fortunato lavoro. Pertanto poco d’aggiungere, se non evidenziare la consueta dedizione alla causa, con le vocals dello stesso Revenant ormai perfettamente riconoscibili nel panorama estremo, liriche blasfeme, chitarre furiose e melodiche che seguono il minimale ma chirurgico drumming di Exesor che, anche se non brilla per fantasia, riesce pure lui a emergere con dei fill semplici ma mai fuori posto.

A conti fatti, questa volta il formato split riesce a farsi valere regalandoci una manciata di pezzi di qualità grazie all’alleanza diabolica tra queste due punte di diamante. Non ci sono né vinti né vincitori: fedeli al loro rispettivo stile, i due panzer al top della forma si lanciano in tirate blasfeme; i Délétère aprono le ostilità con tre odi al caos e alla pestilenza, seguite dai quattro inni occulti e satanici dei Sarkrista. Da avere sia per completezza che per approcciarsi a due entità nere, per chi ancora non avesse ancora preso confidenza con la loro musica.