Negative Plane – The Pact…

0
344

Nel composito e variegato panorama black metal made in USA, per molti aspetti privo di un suono caratteristico e definitivo che lo possa immediatamente identificare (se sia un bene o un male decidetelo voi) ecco fare la loro ricomparsa, a oltre un decennio di distanza dall’ultima fatica in studio, i floridiani Negative Plan, ora di stanza a New York, band che forse i più attenti cultori della scena a stelle e strisce potrebbero ricordare per la loro proposta abbastanza particolare. Nato nel 2001, il gruppo capitanato dal chitarrista e cantante Nameless Void ha dato alle stampe due full length, “Et In Saecula Saeculorum” nel 2006 e “Stained Glass Revelations” nel 2011, ben presto diventati oggetto di culto (come spesso capita nei circoli underground), per poi sparire completamente nell’ombra, salvo la pubblicazione di uno split in compagnia dei Rotting Christ nel 2012. Ora è la volta di questo “The Pact…”, che fin dal titolo richiama il tema faustiano del patto diabolico e rappresenta il terzo disco della band, fuori grazie ad una collaborazione tra Invictus Productions e The Ajna Offensive. La line up ha visto alcuni avvicendamenti, com’è normale che sia, considerato il lungo tempo trascorso, mentre lo stile peculiare della band è rimasto in sostanza quello degli esordi, ovvero un black metal minimale e dal suono vintage, che si lascia ampiamente influenzare da massicce dosi di heavy metal d’annata, mescolando atmosfere rituali, iniezioni di groove e sfuriate in pezzi decisamente lunghi ed articolati. La durata dei brani va infatti dai circa sei agli oltre dieci minuti (con l’eccezione dell’intermezzo “The Wailing Of The Immured”, che divide l’album in due parti e dove fa la sua comparsa il violoncello su una semplice melodia di chitarra) e tutti sono fedeli al motto “cambio di tempo ogni cinque secondi”, se così possiamo dire: non c’è infatti una linea portante che si riesca ad individuare immediatamente perché la struttura complessiva si fonda su parti sempre diverse tra loro, benché alcuni riff o alcune melodie di fatto si ripetano nel corso delle canzoni.

Nonostante questo non si ha un’impressione di confusione e nemmeno di inutili e cervellotiche complicazioni, anzi la semplicità e la linearità sembrano essere la regola, il che certamente contribuisce all’efficacia dei pezzi che suonano secchi ed asciutti e, anche se non facilmente memorizzabili, risultano comunque coesi nell’insieme e funzionali alla creazione di determinate atmosfere, e basta ascoltare l’opener “A Work To Stand A Thousand Years” o “Even The Devil Goes Into The Church” o ancora la conclusiva “And So It Came To Pass” per rendersene conto. In questo caleidoscopio malefico passaggi black metal dal retrogusto old school, decisamente più vicini alle sonorità di fine anni ottanta piuttosto che a quelle classiche anni novanta, sono equilibrati da reminiscenze heavy che potrebbero facilmente richiamare alla mente i primi Mercyful Fate, e il tutto è bilanciato da una produzione sporca quanto basta ma non cantinara o eccessivamente approssimativa, che permette di distinguere gli strumenti senza perdere quella patina underground che rappresenta il fascino segreto di questo tipo di uscite.

D’altra parte i Negative Plan non hanno mai avuto un sound super grezzo neppure nelle loro precedenti prove discografiche, di cui quest’ultimo album sembra essere la logica evoluzione anche in termini di scrittura ed esecuzione, con un risultato molto organico, che mette in evidenza il buon lavoro di tutti i musicisti coinvolti e che si lascia apprezzare se ascoltato nel suo complesso, quasi come se si trattasse di un unico brano diviso in vari episodi, pur non mancando i momenti salienti nel corpo di questa o quella canzone. In definitiva si tratta di un gradito ritorno sulle scene dopo molti anni di assenza: “The Pact…” è un album che riesce ad unire una certa complessità compositiva (si potrebbe perfino parlare di un piglio progressivo, nel senso lato del termine) ad un approccio che resta comunque primitivo e ferale; i Negative Plan hanno ancora qualcosa da dire e lo dimostrano mantenendo intatta la loro peculiarità stilistica.

REVIEW OVERVIEW
Voto
70 %
Previous articleHandful Of Hate: ristampe in arrivo via Dusktone
Next articleKły – Cienie
TRACKLIST <br> 1. A Work To Stand A Thousand Years; 2. Poison And The Crucifix; 3. Three Turns To The West; 4. The Wailing Of The Immured; 5. Even The Devil Goes Into The Church; 6. The Other Door; 7. And So It Came To Pass <br> DURATA: 59 min. <br> ETICHETTA: Invictus Productions / The Ajna Offensive <br> ANNO: 2022 negative-plane-the-pact