Azazel – Ave Dominus Luciferi

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Concerti con un tasso alcolico in grado di far esplodere un etilometro, cadute sul palco in condizioni di palese alterazione alcolica, performance live seduto sul divano di casa in stato di ebbrezza: diciamo che Lord Satanachia e i suoi Azazel vengono ricordati principalmente per impersonare il lato più bizzarro del black metal, caratterizzato da un immaginario esageratamente satanista, ovviamente dall’abuso di alcol, e da una dimensione live che privilegia l’attitudine a discapito di tecnica e qualità. Tuttavia c’è anche altro. La band di Miikka Ojala è attiva da quasi trentacinque anni ed ha il merito di aver pubblicato nel lontano 1996 l’ep “The Night Of Satanachia”, divenuto col passare del tempo un disco di culto che riassume molto di ciò che il genere fu nella prima metà degli anni novanta, una sorta di breve manifesto di un black metal primordiale, quasi tribale, raffigurato dall’iconica fotografia in copertina che rappresenta il nostro eroe in mezzo al bosco, con maglietta degli Immortal, giubbotto di pelle, croce rovesciata in mano e face painting d’ordinanza: un’immagine ancora capace di far battere i cuoricini neri dei blacksters della prima ora. Dopo anni di silenzio, a partire dalla pubblicazione nel 2012 dell’album di debutto “Jesus Perversions” la band ha preso a uscire sul mercato con una certa regolarità, e se il precedente “Aegrum Satanas Tecum” è stato un lavoro soddisfacente, possiamo dire che anche questo nuovo parto della creatura Azazel non tradisce le attese.

“Ave Dominus Luciferi”, uscito esattamente il 6 giugno alle 6pm (666 quindi), resta sulla scia del suo predecessore, rimarcandone struttura e suoni piuttosto lontani dalla classica scuola finlandese (mediamente veloce, melodica e malinconica) e incentrati invece maggiormente sul groove vecchia scuola, martellante e ignorante. Qui infatti abbiamo puro black metal, lurido e blasfemo, forse leggermente meno grezzo rispetto al passato, con qualche accorgimento più curato in fase di mix, ma comunque totalmente fedele alle origini della band, e basta sentire brani come “Serpentine Shadows: Ode To The Dark Lord” o “Graveyard (Dark Necromancy Prayer)” per rendersene conto.

Il bello degli Azazel è che, nonostante sia impossibile prenderli troppo sul serio (basta leggere i testi davvero ricchi di profondi significati), in fin dei conti risultano più credibili di molti altri colleghi, grazie soprattutto a brani lineari e coerenti al 666% e ad un riffing semplice ma efficace, che in questo caso sfocia anche in territori vagamente doomish cari a certi Barathrum. “Ave Dominus Luciferi” non è il miglior lavoro di Lord Satanachia e compagni ma riesce comunque ad essere un piacevole ascolto in un periodo del resto assai povero di uscite memorabili. Un disco da ascoltare senza troppo impegno, magari bevendo una dozzina di birre ghiacciate e ruttando invocazioni al maligno, perché in fondo questi sono gli Azazel, niente di più e niente di meno.

REVIEW OVERVIEW
Voto
70 %
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azazel-ave-dominus-luciferiTRACKLIST <br> 1. Introduction (In Nomine Infernus Tecum); 2. Ave Satanas / Lord Of Fire; 3. Graveyard (Dark Necromancy Prayer); 4. Ceremony Of The Nine Evil Angels; 5 Hail Goat Of Mendez; 6. Interludium (Distructio, Mors, Dolor, Tenebrae…); 7. Rise Mighty Army Of Darkness (Coda: Malum); 8. Serpentine Shadows: Ode To The Dark Lord; 9. Virgins Cunt Bleeding For Baalberith; 10. Abyssal Dominion; 11. Outro (Diabolus Sabaoth, Venire Regie Satanas) <br> DURATA: 44 min. <br> ETICHETTA: Primitive Reaction <br> ANNO: 2025