Veil Lifter – Night Grotesqueries

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Progetto italiano, molisano per la precisione, capitanato dal mastermind NecroDD, questi Veil Lifter mi hanno davvero entusiasmato con il loro ep di debutto disponibile su bandcamp e distribuito, per ora in formato pro tape e cd-r, dalla piccola ma piuttosto attiva Kold Cave Productions. “Night Grotesqueries” ha un sound che è lontano anni luce dal black metal di stampo scandinavo, ovvero da quelle sonorità che in prima battuta tutti siamo abituati ad associare all’idea stessa di black metal. Piuttosto che dal gelo nordico e dall’immaginario che gli gira intorno i nostri amici sembrano invece essere attratti dalla calda e misteriosa magia del mediterraneo, che associano ad un piglio orrorifico e ad un suono sulfureo e polveroso. Impossibile quindi non pensare ai Mortuary Drape e a tutta la tradizione dell’horror metal tricolore e pure, in egual misura, alla scuola classica del black metal greco, che di pari passo con quella scandinava trovò la propria personale strada per gli inferi nella prima metà degli anni novanta, plasmando stilemi tutt’oggi identificativi e del tutto riconoscibili.

Queste sono le coordinate stilistiche di un lavoro che, al di là degli accostamenti a questo o a quel gruppo, direi quasi obbligati (ma potrei tirare in ballo anche gente come Mystifier e Baxaxaxa), mette in mostra una chiarezza d’intenti e una capacità di scrittura piuttosto sorprendenti, soprattutto se consideriamo che si tratta di un esordio assoluto. Le canzoni hanno un’impostazione narrativa che mi ha ricordato molto i Denial Of God, altro gruppo dal quale i Veil Lifter sembrano aver preso qualcosa, soprattutto in termini di costruzione dei pezzi: sembrano brevi storie dell’orrore strutturate su pochi riff che si incrociano in maniera efficace tra strofe e ritornelli e su stacchi che lasciano poi spazio a momenti di più ampio respiro, dove emergono con maggiore evidenza influenze più marcatamente heavy, anche se pur sempre dominate dall’atmosfera cimiteriale e dall’umidità catacombale intrise in ogni nota, che avvolgono l’ascoltatore dall’inizio alla fine.

Particolarmente azzeccati sono i momenti doom oriented piazzati qua e là a bilanciare i passaggi più lanciati, dove l’assalto in blast beat la fa da padrone, e lo stesso si può dire delle tastiere, discrete ma fondamentali nell’economia del lavoro, che con il loro suono stile organo sottolineano a dovere alcuni passaggi e conferiscono all’insieme quel piglio da messa nera che rappresenta la cifra essenziale di questo “Night Grotesqueries”. Devo essere sincero: era da tempo che non mi esaltavo in questo modo per un dischetto underground ma la freschezza d’ispirazione di pezzi come “Votive Candles” o “Nocturnal Werewolf Mysticism” mi ha fatto davvero tornare per un momento adolescente. Date una possibilità ai Veil Lifter perché a mio giudizio si meritano la vostra attenzione, forse più di tante band blasonate.