Hard & Fast Ep. 8

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Ed eccoci qui con un nuovo episodio della nostra inimitabile rubrica di consigli per gli ascolti, che come sempre spazia tra i vari sottogeneri e affini del black metal, con la consueta puntatina in territori speed o giù di lì. Questa volta ci siamo concentrati esclusivamente su uscite recenti o recentissime, alle quali secondo noi vale la pena di prestare attenzione, dando ampio spazio all’underground italiano ma senza rinunciare al nostro solito giro per il mondo, con l’ormai tradizionale sosta in America Latina. E siccome le tradizioni vanno rispettate, anche a questo giro, come accaduto spesso in passato, c’è una copertina dal tocco sexy, anche se si tratta solo di una scollatura e quindi vi dovrete accontentare…

BLUTSAUGER – Nocturnal Blood Tyrants – Full Length – 2025 – De Tenebrarum Principio

Dopo una demo di riscaldamento, “Path Of The Bleeding Dead”, uscita nel 2021, i friuliani Blutsauger esordiscono sulla lunga distanza sotto l’egida della De Tenebrarum Principio, costola della più celebre Aeternitas Tenebrarum Musicae Fundamentum, etichetta triestina con il cuore saldamente piantato nel black metal più oscuro e oltranzista su piazza. I Blutsauger si inseriscono perfettamente in questo discorso, essendo forieri di un black metal grezzo e ferale, le cui radici affondano chiaramente nella scena degli anni novanta. Il nome da accostare potrebbe essere quello dei Gorgoroth, più per lo stile del riffing che per il suond, molto più spesso e pesante di quello del leggendario combo norvegese. Il songwriting è solido e privo di fronzoli, seppur piuttosto canonico e alla lunga forse leggermente monotono, il che impedisce a questo album di raggiungere l’eccellenza, pur essendo il qui presente un lavoro assolutamente sopra la media, meritevole dell’attenzione di ogni blackster amante di questo genere di sonorità. Un ottimo debutto, in attesa di un’evoluzione con un pizzico di personalità in più.

WAFFENTRÄGER LUZIFERS – Auf Gedeih Und Verderb – Full Lenght – 2025 – Total Death Records

In giro da quasi da una ventina d’anni, i qui presenti tedeschi suonano un black metal talmente becero ed ignorante che al termine dell’ascolto di un loro disco si rischia di scordarsi quanto fa due più due. “Nel bene e nel male” (questo il significato del titolo) è il solo terzo album in carriera, ma l’apparente stitichezza discografica è compensata sia da una pletora di prodotti minori (elevato il numero di split e compilation), sia dall’impatto dalle loro uscite, sempre pesanti quanto una tonnellata di mattoni. Il suono è parente del proto-black metal di fine anni ottanta, con un basso in prima linea e un songwriting caotico e apparentemente dettato dalla più pura improvvisazione. Anche la voce è un urlo sguaiato e rabbioso ed è proprio questa primigenia e primitiva furia che porta i Waffenträger Luzifers a distinguersi dal mucchio e a risultare più interessanti di tanti gruppi fatti con lo stampino. L’ambiziosa title track di quasi dieci minuti rappresenta forse la vetta della loro produzione musicale e costituisce la perfetta colonna sonora per spaccarsi la testa contro un muro.

HEXOFFENDER – Erotic Terror! – Full Length – 2025 – Hieb & Stich Records

Misterioso gruppo canadese di cui è dato sapere poco o nulla, gli Hexoffender suonano un black/thrash/speed metal con spruzzate di punk e rock’n’roll fieramente fedele ai dettami dell’underground. Suond cantinaro e stradaiolo, veloce, semplice, immediato, perfetto per scapocciare o guidare a tutta velocità su una Mustang cabrio del 1989, preferibilmente rubata. “Erotic Terror!”, album di debutto dei nostri amici, prosegue sulla scia delle precedenti uscite del gruppo, già piuttosto valide e contraddistinte da tematiche lussuriose e da un’attitudine fieramente “do it yourself” e “i don’t give a fuck” tipicamente punk. Qualche ritornello maggiormente riuscito non avrebbe guastato ma quanto contenuto in questo dischetto basta per apprezzare “l’erotico terrore” degli Hexoffender, che probabilmente hanno da offrire qualcosa in più che la scollatura in copertina.

HÄRDROCKER – Built For Speed – Full Length – 2024 – RipRide Records

Che puntata di questa rubrica sarebbe senza un gruppo dell’America Latina? E infatti eccoci qui con questi messicani, o meglio questo messicano, perché il progetto è sostanzialmente frutto di mente e braccia del solo Moy Härdrocker, al secolo Moisés Anselmo. Il disco, il secondo del progetto, è un compendio di un testosteronico black/speed/heavy metal che altro non è che un rock’n’roll più veloce e pesante, alla stregua di Motörhead strafatti di anfetamine. Le canzoni sono sempre cariche ed energiche, dense di una voce onnipresente che vomita testi in cui sembrano essere mischiate in ordine diverso la stessa ventina di parole (hard rock, rock’n’roll, hell, whiskey, fight, speed, steel, alcol e via discorrendo, come i Manowar insegnano) e che ogni tanto è capace di creare ritornelli irresistibili come quelli di “Hard Rock In Hell”, “El Härdrocker” e “Old Rock’n’Roll” (sì, i titoli sono proprio questi). Da non prendere sul serio nemmeno per un momento ma solo da pompare ad alto volume con gli amici mentre ci si sbronza a morte cantando a squarciagola “Hang On And Bite The Dust / Resist And Remain / I Don’t Give A Fuck!!!”.

WHISKEY RITUAL – Still Scum – Ep – 2025 – Folter Records

Da annoversarsi tra le realtà piu riconoscibili e potenti dell’underground italiano, i parmensi Whiskey Ritual tornano tre anni dopo l’eccellente album “Kings” con questo ep costituito da sei cover. Il gruppo guidato dal carismatico Dorian Bones ha sempre macchiato di ironia i propri testi, che spesso raccontano storie di vite di strada disperate e drogate, molto più vicine al punk e al rock decadente anni settanta che ai consueti temi black metal. La stessa musica ha sempre risentito di queste influenze, quindi deve essere stato naturale per i Whiskey Ritual cimentarsi con classici più o meno conosciuti del punk e del rock, ovviamente rielaborati con robuste distorsioni, tempi veloci e l’abrasivo screaming di Dorian Bones, perfettamente a suo agio nel cantare anche il ritornello più catchy come quello di “We’re Coming Back”dei Cocksparrer. Se vi sono piaciute le uscite precedenti di questo gruppo, di sicuro apprezzerete anche questa piccola testimonianza d’amore verso l’epoca in cui il punk era ancora grande.