Lamp Of Murmuur – The Dreaming Prince In Ecstasy

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Avevamo lasciato M. e il suo progetto Lamp Of Murmuur circa due anni fa, a quel “Saturnian Bloodstorm” che segnava una certa sterzata stilistica, mettendo in evidenza in maniera molto più decisa rispetto al passato influenze black/thrash dal sapore epico, sulla scia degli Immortal del periodo mediano, prendendo così le distanze, almeno in parte, dal piglio più gotico e “romantico” che aveva caratterizzato i precedenti “Heir Of Ecliptical Romanticism” e “Submission And Slavery”, dai quali lo distingueva anche una produzione molto più professionale. Con questo nuovo lavoro, quarta fatica sulla lunga distanza, la one man band statunitense prosegue un percorso per molti versi abbastanza personale, anche se fondamentalmente legato a sonorità di stampo tradizionale, e ci presenta quella che potrebbe essere definita un’efficace sintesi della sua precedente produzione, non rinnegando la matrice underground ma dando una forma ampiamente fruibile alla propria musica. “The Dreaming Prince In Ecstasy” sembra quasi diviso in due parti.

Dopo l’intro, i primi tre pezzi segnano un’evidente continuità rispetto a quanto sentito in “Saturnian Bloodstorm”: chitarre affilate, riff dal retrogusto thrash a tratti anche piuttosto marcato, blast beats arrembanti e atmosfere glaciali, anche se non mancano le consuete sfumature tastieristiche, ben presenti ad esempio in “Forest Of Hallucinations”, che si porta dietro un flavour sinfonico che potrebbe perfino ricordare i primi Dimmu Borgir.

E se “Reincarnation Of A Witch” è l’epitome di questa faccia della medaglia, nonché probabilmente una delle canzoni più immediate e ficcanti mai scritte dal nostro amico, dopo la pausa strumentale rappresentata da “Angelic Vortex”, la musica, come si suol dire, cambia.

Con la poderosa title track, divisa in tre capitoli, si assiste infatti al prepotente rientro in scena di quelle sonorità black/gothic che in buona parte avevano segnato gli esordi della band, senza naturalmente rinunciare alla violenza ma con un approccio decisamente più notturno e decadente. Un morbido refrain di tastiere è infatti protagonista assoluto della prima parte, laddove la seconda è in sostanza un brano dark rock dal gusto ottantiano, caratterizzato da un’accattivante crescendo strumentale e interamente cantato in clean vocals basse e quasi recitate, mentre la terza recupera il black metal a chiudere il cerchio di quello che è il brano più complesso e ambizioso dell’album (e forse di tutta la discografia targata Lamp Of Murmuur ad oggi).

La conclusione affidata a “A Brute Angel’s Sorrow” è coerente con l’atmosfera della seconda metà del disco: un brano ben strutturato, ancora una volta cantato con voce pulita, che si regge sulle note lunari e sognanti di una malinconica chitarra acustica e che per alcuni versi potrebbe addirittura ricordare la celebre “They Rode On” dei Watain. Qualcuno potrebbe rimanere spiazzato dalle molte licenze e scorribande stilistiche compiute da M. in questo disco che invece è a mio parere il risultato di un’evidente evoluzione compositiva e risponde affermativamente alla domanda se sia possibile suonare black metal senza troppi vincoli e al contempo esplorare territori musicali diversi senza essere forzatamente sperimentali piazzando “il pezzo da quindici minuti pieno di cambi di tempo schizofrenici che ti fanno venire il mal di testa”. Con buona pace di quanti storcono il naso, in un senso e nell’altro.

REVIEW OVERVIEW
Voto
75 %
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lamp-of-murmuur-the-dreaming-prince-in-ecstasyTRACKLIST <br> 1. The Fires Of Seduction; 2. Forest Of Hallucinations; 3. Hategate (The Dream-Master's Realm); 4. Reincarnation Of A Witch; 5. Angelic Vortex; 6. The Dreaming Prince In Ectasy Part I – Moondance; 7. The Dreaming Prince In Ectasy Part II – Twilight Orgasm; 8. The Dreaming Prince In Ectasy Part III - The Fall; 9. A Brute Angel's Sorrow <br> DURATA: 52 min. <br> ETICHETTA: Wolves Of Hades <br> ANNO: 2025