Sad – Fullmoon’s Bestial Awakening

0
307

Ci sono dischi che non si ascoltano ma in qualche modo “si subiscono”. “Fullmoon’s Bestial Awakening”, il nono rituale dei Sad, è uno di questi. La band greca non cambia direzione e anche questa volta afferra alla gola l’ascoltatore fin dalla prima nota dell’opener e lo trascina in un vortice musicale di luna piena e odio misantropico senza compromessi e artifici. Solo black metal classico, posseduto da quella furia primordiale che oggi in pochi riescono ancora a evocare senza risultare caricaturali. Parlare di un album come questo può essere facile e al tempo stesso complicato, perché si tratta di un lavoro che vive essenzialmente di sensazioni di pancia. Riff taglienti come rasoi, blast beats feroci e la voce di Nadir che latra come un cane rabbioso; suoni  grezzi ma potenti e una produzione, firmata dallo stesso Nadir, ruvida e underground nel senso migliore del termine, sporca e dannatamente umana. I Sad non hanno mai abbandonato nel corso della loro ormai lunga discografia il loro approccio “scandinavo” e anche qui mantengono inalterato il loro credo stilistico, con un tocco melodico quasi finlandese che non addolcisce ma taglia ancora più a fondo. Quando le chitarre lasciano filtrare una melodia infatti, come avviene ad esempio in “Fury Long Lost” o “A Distant Farewell”, sembra che il cielo si apra per un istante ma solo per richiudersi subito dopo in una nuova e crudele tempesta.

Sotto questo aspetto tra i momenti migliori citerei “Under The Pale Eclipse”, vera epitome di furia e disperazione, e la conclusiva “Howling From The Shadows”, otto minuti di black metal puro e semplice, con un tocco epico.

Inutile negare che i brani tendono a muoversi sulle stesse coordinate e risultano piuttosto simili l’uno all’altro, tra velocità sostenuta e riff ossessivi, ma è forse proprio questa intrinseca coerenza a renderli credibili, oltre alla netta percezione che i Sad, a differenza di molti gruppi con vent’anni di carriera alle spalle che si trascinano per inerzia, sembrano davvero suonare con una convinzione e una “fame” d’altri tempi, tenendosi ben alla larga da ogni posa forzata o “intellettuale”. Quando il black metal si riduce a mera estetica o a sperimentazione da boutique servono dischi brutali e rabbiosi come questo “Fullmoon’s Bestial Awakening” per scaldare i nostri cuoricini neri e farci dire, come si usava un tempo, che il culto della fiamma è ancora vivo. Un album crudo, melodico e bestiale, che non tenta di essere e non vuole essere un capolavoro, e piacerà soprattutto a quanti guardano con nostalgia ai mitici e insuperabili anni novanta.

REVIEW OVERVIEW
Voto
73 %
Previous articleLamp Of Murmuur – The Dreaming Prince In Ecstasy
Next articleGjendød – Svekkelse
sad-fullmoons-bestial-awakeningTRACKLIST <br> 1. Rampage; 2. Raison D'Etre; 3. Fury Long Lost; 4. A Distant Farewell; 5. All Come To An End; 6. Die In Pain; 7. When Memories Fade; 8. Howling From The Shadows <br> DURATA: 55 min. <br> ETICHETTA: Purity Through Fire <br> ANNO: 2025