Gjendød – Svekkelse

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Quando un gruppo arriva da Trondheim siamo istintivamente portati a pensare che suoni black metal vecchio stampo, duro e puro. Nel caso dei Gjendød la risposta è affermativa solo in parte, nel senso che la band norvegese, partita come un duo oltre dieci anni fa e divenuta un trio con il precedente “Livskramper”, nel corso della sua ormai piuttosto nutrita discografia ha toccato diversi linguaggi stilistici del black metal, dal “true” al pagan al depressive, rileggendoli quasi sempre attraverso una lente personale ed elaborando un suono che, pur pescando senza dubbio e a piene mani dalla tradizione degli anni novanta, risulta nel complesso teso verso soluzioni in senso lato più moderne e non prive di un certo piglio sperimentale, sempre moderato e mai eccessivamente cervellotico. Insomma per farla breve i Gjendød non mascherano la carenza di idee da devozione alla vecchia scuola, come fanno in tanti, ma neppure si lanciano in avanguardismi vuoti e fini a sé stessi. E questo equilibrio, manifestatosi già nelle loro precedenti uscite (che, detto tra noi, avrebbero probabilmente meritato maggiore visibilità), caratterizza anche questo “Svekkelse”, sesta fatica sulla lunga distanza dei nostri amici. Un album che fin dal primo ascolto manifesta un’invidiabile coesione chitarristica e un suono profondo (dato in primis da un basso che si prende la sua giusta parte di scena) che fanno da collante a otto brani piuttosto vari, che spaziano dalla freddezza alla melodia, attraversando momenti di rabbia ed altri di oscura e lenta disperazione.

Più che accostare il disco in toto a questa o a quella band, viene naturale all’orecchio individuare suggestioni, magari anche vaghe, che richiamano un approccio o un altro, e questa vaghezza rende fondamentalmente giustizia all’approccio personale dei Gjendød di cui si parlava prima.

Le linee asciutte e ficcanti di pezzi come l’opener “Lykkens Bortgang” o “Med Fjell Av Åte” richiamano l’apparente semplicità dei migliori Khold, mentre la furia dissonante di “Uten Nåde” riporta a certe atmosfere cupe e asfissianti dei Satyricon del periodo mediano. Un certo piglio melodico e folkeggiante che ritroviamo qua e là in diverse occasioni ci avvicina invece ad alcune cose dei Borknagar. E ancora il flavour psichedelico che aleggia sulle trame chitarristiche di “Maktens Sødme” e marchia a fuoco per intero “En Elv Av Kjøtt”, pezzo diretto e non a caso scelto come singolo, non può a suo modo che rimandare a certe cose degli Enslaved della prima decade degli anni duemila.

Un discreto calderone quindi che i Gjendød tengono egregiamente insieme attraverso strutture mai troppo pesanti, che assorbono queste influenze di varia natura e le restituiscono con una linearità espressiva quasi primitiva, dietro la quale però si cela in maniera evidente una non comune consapevolezza tecnica e compositiva. Il black metal può essere “evoluto” e comunque mantenersi fedele allo spirito che ne ha generato la scintilla ormai diversi lustri or sono, e questo “Svekkelse” ne è la prova. Consigliato a chi non ama le mere fotocopie e al tempo stesso non disdegna rivisitazioni più “raffinate” di un sound tradizionale.

REVIEW OVERVIEW
Voto
73 %
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gjendod-svekkelseTRACKLIST <br> 1. Lykkens Bortgang; 2. Maktens Sødme; 3. Uten Nåde; 4. En Staur I Hjertet; 5. En Elv Av Kjøtt; 6. Likvekkelsen; 7. Med Fjell Av Åte; 8. Den Falske Råte <br> DURATA: 51 min. <br> ETICHETTA: Osmose Productions <br> ANNO: 2025