Imbolc – Nere Metamorfosi

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Il ritorno degli emiliani Imbolc con “Nere Metamorfosi” non è un semplice esercizio nostalgico né un’operazione di routine, è piuttosto un lavoro di ricontestualizzazione, un atto consapevole che guarda al passato per ridefinire il presente del progetto soprattutto (ma non solo) attraverso la reinterpretazione di alcune canzoni che quasi certamente hanno una valenza importante per Valentz e Images, i due membri della band. Dopo il full length d’esordio “Il Ritorno Della Luce” del 2008 e anni di silenzio discografico interrotto nel 2024 con il secondo album “Il Tempio Del Dolore”, il duo torna a far sentire la propria voce con una release ibrida, formalmente un ep ma della durata di un full e sostanzialmente un manifesto di intenti. Il cuore pulsante del disco è l’unico brano inedito presente, ovvero “The Deepest Chasm Is Inside Us”, una composizione lunga e stratificata che riassume perfettamente l’identità musicale degli Imbolc. Black metal atmosferico, mai eccessivamente furioso, attraversato da aperture melodiche e da una costruzione progressiva che rifiuta la forma canzone più immediata. La batteria è dinamica e ragionata, le chitarre alternano gelo e profondità, mentre le parti vocali mantengono un tono espressivo e mai monocorde. È un pezzo che cresce lentamente e lascia spazio all’ascolto ripetuto, rivelando dettagli a ogni passaggio.

Il resto della tracklist si muove tra reincisioni (“Endless Harvest”, già presente sul citato debutto) e cover, che sarebbe un errore considerare semplici riempitivi. La rilettura del materiale precedente suona più matura e meglio prodotta e probabilmente risulta più coerente con l’attuale visione della band. Le cover dal canto loro non sembrano essere meri omaggi passivi perché gli Imbolc filtrano tutto attraverso il proprio linguaggio, trasformando brani noti in episodi personali, nei quali il black metal diventa veicolo emotivo piuttosto che dogma stilistico. Si noti ad esempio l’uso mirato di voci femminili e synth, che contribuisce ad ampliare la tavolozza espressiva senza snaturare l’impianto oscuro del lavoro. Dal punto di vista sonoro “Nere Metamorfosi” è curato e compatto: la produzione valorizza l’atmosfera senza smussare troppo gli spigoli, mantenendo un certo equilibrio tra pulizia e ruvidezza. Concettualmente, il titolo non è casuale: questo ep parla di trasformazione, di identità che muta ma non rinnega le proprie radici. L’unico vero limite del disco è probabilmente la sua natura “di passaggio”: chi cerca un lavoro completamente nuovo potrebbe forse restare con una sensazione di incompiutezza. Ma si tratta di una mancanza relativa, perché “Nere Metamorfosi” funziona bene come ponte tra ciò che gli Imbolc sono stati e ciò che potrebbero diventare. In definitiva, un ritorno solido, intenso e sincero. Gli Imbolc dimostrano di avere ancora qualcosa da dire, e soprattutto di sapere come dirlo, con profondità e senza fretta.

REVIEW OVERVIEW
Voto
68 %
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imbolc-nere-metamorfosiTRACKLIST <br> 1. Endless Harvest; 2. The Shrine In The Gloom; 3. Sepulcre Of Misfortune; 4. My Journey To The Star; 5. All I Have; 6. The Deepest Chasm Is Inside Us <br> DURATA: 49 min. <br> ETICHETTA: Independent <br> ANNO: 2025