Se amate il black metal più lurido e sanguigno, di quello che rifugge ogni complicazione concettuale e resta fedele ad una sana blasfemia da sagra del carciofo, allora non potete assolutamente fare a meno di dare un ascolto a questo lavoro dei Sardonic Witchery. La band capitanata da King Demogorgon, guerriero d’acciaio portoghese da qualche tempo trasferitosi in Texas, festeggia l’anniversario dei dieci anni di attività (in realtà qualcuno in più) con questa compilation celebrativa, che attraverso la riregistrazione dei classici del gruppo (fino a poco tempo fa una one man band) raccoglie il meglio di una discografia che conta quattro fatiche sulla lunga distanza e la consueta trafila di uscite minori, tutte rigorosamente all’insegna della maleducazione e dell’arroganza. Devoto alla sacra triade satana-sesso-alcol, il nostro amico ha dimostrato nel corso degli anni di saper scrivere pezzi old school ben strutturati, semplici e lineari ma dannatamente funzionali (ad un sacrificio umano, ad esempio), in molti casi perfino orecchiabili e anche sufficientemente diversificati. E infatti “Under The Sign Of The Trident”, pur essendo un bignami di cose già sentite, spazia agevolmente dal black metal classico di matrice nordica, al black metal Venom oriented, al black sporcato da dosi più o meno massicce di heavy/speed (come dimostrano i diversi assoli, nella maggior parte dei casi ben riusciti, che costellano i brani), al black metal Motörhead oriented.

Tutto nel quadro di una produzione che, nonostante la riregistrazione, resta grezza e ruvida come si conviene, senza però rendere il suono un pastone gommoso e soffocato. Sfido chiunque a non fare le cornine e scapocciare a rotta di collo ascoltando veri inni all’ignoranza come “Die For Satan” e “Merciless Warrior Of Steel” ma la vetta più alta della cafonaggine la raggiunge “Black Fucking Metal”, di cui vorrei proporvi il testo (non un estratto ma il testo per intero, al fine di gustarlo appieno): “Blasphemy, chaos, terror / Evil, master, Satan / Destruction, fire, hell / Candles, darkness, spirits / Blood, devotion, death / Black fucking metal / 666 / Ritual of Baphomet”: e tanti saluti a quelli che citano la Bibbia e scrivono liriche profonde a sfondo letterario e filosofico.

In quanto a cafonaggine non è niente male nemmeno “Luxuria Total”, che racconta le peripezie erotiche di un gruppo di streghe di facili costumi all’ombra del pentagramma: “Vem-te puta, vem-te puta / Noite ardente, infernal / Vem-te pute, vem-te puta / Bruxa maldita, luxuria total” (anche senza conoscere il portoghese, si intuisce che non è esattamente una canzone da ascoltare dopo una cena romantica).

E insomma, c’è da divertirsi: a qualcuno tutto ciò potrebbe sembrare eccessivamente basico e adolescenziale, addirittura puerile, ma è proprio questa ingenuità primitiva e barbarica a risultare affascinante nel suo essere diretta, sfacciata e senza filtri. Dai diciamocelo, quando il black metal comincia a diventare troppo intellettuale ci vogliono gruppi come i Sardonic Witchery che ci ricordano da dove tutto ha avuto inizio.









