Feralia – Ultima Requies

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I torinesi Feralia sono attivi dal 2018 e giungono quest’anno al terzo album, dopo il debutto “Helios Manifesto” del 2019 e il successivo “Under Stige / Over Dianam” del 2022, intervallati dall’ep “Over Dianam” del 2020, seguendo una tabella di marcia piuttosto costante in fatto di uscite discografiche. Si tratta di una band composta da musicisti già noti in ambito metal: Krhura al basso, già in band come Strega e Ponte del Diavolo; Erymanthon Seth, la mente dietro i prolifici Apocalypse, alla voce; Summum Algor alla batteria, già dietro le pelli degli Aversam. Possiamo dire che con questo “Ultima Requies” i Feralia entrino a buon diritto nel gotha del folto panorama black metal italiano: il terzo disco è tradizionalmente quello della verità e in effetti per i Feralia questo è probabilmente l’album della raggiunta maturità a livello stilistico, compositivo e della scrittura dei testi, e si rivela come una delle uscite più interessanti nella scena estrema tricolore del 2026, la prima sotto l’egida della sempre attenta Aeternitas Tenebrarum Musicae Fundamentum. Da Torino  soffia evidentemente un vento gelido che porta con sé suggestioni di un interessante “raw” black metal dalle tinte pagan, diretto ma intriso di melodie e di atmosfere, e che odora maledettamente di Norvegia.

L’ascolto di pezzi come l’opener “Ballata Avernale” con il suo riff principale davvero trascinante, o la successiva “Ver Sacrum”, con i suoi tappeti di tastiere e le chitarre acustiche a metà brano, è già di per sé sufficiente per intuire quanto di melodico ed atmosferico i Feralia siano capaci di costruire. I riferimenti dal punto di vista musicale sono abbastanza evidenti e riportano principalmente alle band “costituenti” della scuola norvegese. Echi di Enslaved e Borknagar sparsi qua e là in tutto il disco; sapore di Immortal in “Pharsalia”; atmosfere e suoni cari al Conte Vikernes, della fase “synth”, nella strumentale “Empireo”: pezzi ben strutturati, con riff a volte ossessivi che conquistano l’ascoltatore e lo inchiodano anche ad ascolto ultimato.

I nostri amici hanno tanto da suonare e tanto da dire, e lo fanno utilizzando spesso la lingua latina, che con il black metal a mio avviso si sposa benissimo: i pezzi hanno infatti una durata media di oltre sette minuti, necessari per condurre l’ascoltatore all’interno dell’universo sonoro dell’album e delle tematiche affrontate in quest’opera. Parliamo di mitologia e di riti legati alle antiche popolazioni italiche. Nella già citata “Ballata Avernale” si narra delle ninfe oscure abitanti del lago d’Averno in Campania, che nell’antichità era considerato la porta dell’inferno; si fanno  promesse di sacrifici agli dei in “Ver Sacrum”; le gesta delle Erinni (divinità del sottosuolo) vengono descritte in “Pharsalia”; “Marpiter” (arcaica invocazione latina del dio romano Marte) descritto come “nume sanguinario e mattatore” è il protagonista di “Defigere”; per chiudere con l’odore di putrefazione della conclusiva “Miasma”. Le italiche origini raccontate con scandinavo sottofondo in un album diretto e complesso al tempo stesso, intriso di un senso di magia e sacralità che solo il miglior black metal di stampo “rituale” riesce ad evocare con efficacia.

REVIEW OVERVIEW
Voto
71 %
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feralia-ultima-requiesTRACKLIST <br> 1. Ballata Avernale; 2. Ver Sacrum; 3. Pharsalia; 4. Empireo; 5. Marpiter; 6. Defigere; 7. Miasma <br> DURATA: 53 min. <br> ETICHETTA: Aeternitas Tenebrarum Musicae Fundamentum <br> ANNO: 2026