Forgotten Tomb – Love’s Burial Ground

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Terza uscita discografica per i Forgotten Tomb, dopo due album sopra la sufficienza questo “cimitero dell’amore” rappresenta un’ulteriore conferma di quanto fatto fin’ora da Herr Morbid che, da adesso in poi, sarà accompagnato nel suo viaggio nella negatività da una line-up vera e propria. Il disco presenta un’intro, un’outro e un intermezzo, parti di dark ambient curate da MZ 412. Questi inserti donano al lavoro un tocco di classe, anche se abbastanza fine a se stesso e non determinante per l’andamento del disco. I primi due pezzi veri e propri sono i migliori, “Kill Life” alterna parti tirate più classiche a lunghi minuti di riff lenti e sofferti e, per questo, appare sia dinamica che sinistra, racchiudendo in se un po’ il vecchio e il nuovo stile dei Forgotten Tomb. A seguire il migliore episodio in assoluto, “Alone”, qui l’andamento si mantiene lento e opprimente e in un crescendo di emozioni la song si sviluppa per più di undici minuti imprimendo in note emozioni che si descrivono solo ascoltandola. Queste due songs rappresentano bene l’essenza del disco, da citare anche la presenza di una nuova versione di “Forgotten Tomb MMIII”, canzone che in origine era incisa per il mini “Obscura Arcana Mortis”. Il lavoro in questione, nella sua interezza, risulta più vario del precedente “Springtime Depression”, è riscontrabile anche una certa maturazione che rende la proposta, anche se non innovativa, più malleabile e personale. Rispetto al disco precedente però rimane la forte cura per la struttura ritmica delle chitarre, sono queste infatti che, assieme agli arpeggi, sostengono l’intera composizione. E’ presente anche un’estremizzazione dell’incedere doom, i rallentamenti presenti spesso sono molto marcati. Da far notare anche il ritorno a vocals registrate in multi-traccia, il risultato quindi è relativamente più estremo. Il disco dipinge melodie “orecchiabili”, la matrice seguita è più personale, come detto, comunque alcune parti più melodiche si riconducono al sound degli Shining del III episodio. La registrazione, questa volta realizzata qui in Italia, è buona, forse la batteria presenta un suono di rullante troppo secco, però è un difetto che può starci vista la riuscita finale. Il suono delle chitarre e del basso invece risulta caldo al punto giusto e il tutto assume una forma mai confusionaria. Le tracks sono tutte molto lunghe, come da tradizione. Il lavoro, in conclusione, rispetta le attese e rappresenta allo stesso tempo una piccola evoluzione stilistica. Un gruppo che continua a portare avanti un discorso fatto di violenza psicologica più che ferale, triste e malinconico, carico di negatività. Quando l’amore muore e la sua tomba sarà dimenticata a lungo. Conferma.