Beatrik – Journey Through The End Of Life

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Non mi si accusi di esasperato sciovinismo se definisco questo album dei nostrani Beatrik un vero gioiello, una pietra nera che rimarrà per sempre incastonata nel firmamento dell’underground black metal italico. Ascoltando le precedenti produzioni di questo gruppo, capitanato dal mastermind e polistrumentista Frozen Glare Smara, per l’occasione splendidamente coadiuvato da Vidarr alla batteria e Ferghus al basso, dedito in passato ad un black metal ferale e selvaggio ma abbastanza scontato e derivativo, non mi sarei mai aspettato una simile evoluzione. La band trentina ha saputo far propria e rielaborare in maniera personalissima la lezione dei maestri norvegesi (Darkthrone e Burzum su tutti), partorendo un disco caratterizzato da un riffing semplice ma spietato ed efficacissimo, capace di creare atmosfere evocative e gelide, pregne di pura malvagità, come da tempo non si sentiva, qualcosa di simile a quello che sono riusciti a fare, più o meno nello stesso periodo, i grandiosi Khold. Il trittico iniziale è da brivido, pare proprio di iniziare quel “viaggio attraverso la fine della vita” cui fa riferimento il titolo: songs calibratissime, perfettamente bilanciate tra parti melodiche, colme di tristezza e disperazione, e sfuriate in pieno norse style. I riffs sono pochi ma azzeccatissimi e si stampano nella testa dell’ascoltatore fin da subito, la batteria segue con diligenza le linee di chitarra senza mai prevaricarle, ma anzi accompagnando le struggenti melodie di queste ultime in un crescendo di mortifera rabbia. Molto buone anche l’omonima e celebrativa “Beatrik”, song al vetriolo veloce e distruttiva, e la conclusiva title track, burzumiana fino all’osso per il senso di sconforto e malinconia che i suoi ritmi lenti ed ipnotici riescono a trasmettere. Un discorso a parte merita la bellissima “Last dawn”, episodio particolare anche se comunque legato al mood generale dell’album, che riesce a fondere con grande maestria atmosfere intrise di sinistra malinconia ad altre dall’afflato quasi epico, raccontando le riflessioni di un guerriero sulla vacuità e brevità della vita prima dell’ultima decisiva battaglia che l’attende all’alba: da paura l’assolo conclusivo che è quanto di più triste e disperato io ricordi dai tempi di “Key to the gate”. La produzione è perfetta e dona all’album quel quid in più che lo rende, mi si conceda il termine, un piccolo capolavoro. Un plauso quindi ai Beatrik, nella speranza che in futuro sappiano ancora regalarci perle oscure all’altezza di questo “Journey through the end of life”.

REVIEW OVERVIEW
Voto
85 %
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TRACKLIST <br> 1. Buried among skeletal woods; 2. To feel the end near; 3. The Charon’s embrace; 4. Beatrik; 5. Last dawn; 6. Journey through the end of life <br> DURATA: 40 min. <br> ETICHETTA: Total Holocaust Records <br> ANNO: 2004beatrik-journey-through-the-end-of-life