Sturmkaiser

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È un grande piacere ed onore per il sottoscritto dare il giusto spazio agli Sturmkaiser, una valida realtà tricolore, che ha saputo ritagliarsi un proprio spazio nell’affollato panorama del così detto war black metal con un album di tutto rispetto, il violentissimo e distruttivo “Mors Tua, Vita Mea”. La parola dunque alla band, per conoscere più da vicino il progetto Sturmkaiser…

Qui Kirion e Svafnir, le risposte sono comuni a parte dove è scritto il contrario! Hail!

Ave, vuoi tracciare brevemente per i lettori di BMIK la storia degli Sturmkaiser?

(Kirion) Hail! Siamo nati nel 2003 e abbiamo registrato il nostro demo (ormai semi-introvabile e strettamente underground, basta ascoltare il primo demo, anzi la prima registrazione “A.R. Kommando” per capire cosa intendo) praticamente il giorno stesso della formazione della band. Inizialmente la band fu formata da Svafnir (voce, Draugr, Svafnir) e Kirion (chitarre e drum programming, Sepulchrum Dei), e poco dopo si aggiunse Namtar, il quale, un anno dopo ha lasciato la band durante la registrazione di “Mors Tua, Vita Mea” per motivi sostanzialmente personali. Dopo aver registrato il cd spedimmo una copia al titolare della Nebelfee Klangwerke nonché membro principale della band Absurd, Wolf, che decise di produrci. Esistono dunque due versioni del full-lenght, una autoprodotta, ed un’altra, con layout e mix completamente nuovi, pubblicata da Nebelfee Klangwerke. Pochi mesi fa si è unito a noi Finster, gia bassista nei Dictatoreyes, non più in vesti di live guest, ma come membro permanente, e al momento stiamo attendendo l’uscita del nostro nuovo EP “1945”, sempre su Nebelfee Klangwerke.

Il vostro album “Mors Tua, Vita Mea” è un vero concentrato di furia assassina e violenza in musica. Siete soddisfatti del prodotto finale e come è stato accolto da critica e pubblico?

(Kirion) Personalmente ti posso dire, avendo registrato e mixato l’album in prima persona, di essere abbastanza soddisfatto del risultato, ma comunque devo ammettere che durante la produzione dell’album, si sono verificati una serie di imprevisti (dovuti in parte al caso ed in parte alla nostra inesperienza in fase di registrazione) che hanno minato (per restare in tema di guerra..) il risultato finale. Sono soddisfatto in quanto ti assicuro che con i mezzi che avevamo a disposizione di meglio non si poteva fare! In ogni caso, siamo molto soddisfatti dalla reazione del pubblico, un po’meno da quella della critica (o meglio di una certa parte della critica). Il problema fondamentale, credo, è che, essendo comunque al nostro primo album, siamo ancora piuttosto sconosciuti, soprattutto nell’underground italiano (e chi ci è passato conosce bene lo scetticismo e l’esterofilia tipica di gran parte della critica italiana). Paradossalmente siamo quindi molto più conosciuti in Germania o in Francia che non qui da noi… (Svafnir) Sono davvero soddisfatto, entrambi lo siamo. Kirion si è occupato delle registrazioni e del missaggio dedicando tutto sé stesso al lavoro, e io ero molto ispirato sia in fatto di songwriting sia nelle parti liriche… eravamo in ottima sintonia quando abbiamo dato vita a questo inno di violenza. Limitammo la “prima edizione” del cd a 200 copie, per amici e pochi altri, sia per questioni economiche, sia per rimanere underground, sia perché sinceramente non ci aspettavamo una simile risposta dal pubblico… è incredibile pensare che al nostro secondo concerto live c’erano ragazzi che intonavano il ritornello di “Mors Tua,Vita mea”!

Definite la vostra proposta Italian War Black Metal. In effetti ho notato che il vostro riffing è piuttosto debitore di bands quali Ad Hominem, Endstille e, soprattutto, Marduk del periodo “Panzer Division Marduk”. Siete d’accordo con me nell’indicare questi gruppi tra le vostre influenze primarie? In cosa invece la musica degli Sturmkaiser si differenzia dallo stile delle band citate e spicca per personalità?

(Kirion) D’accordo su tutti tranne che per gli Endstille che ad esser sincero conosco solo di nome, ma non ho mai avuto la possibilità di ascoltare. (Kirion & Svafnir) Per il resto, comunque, a mio parere è importante sottolineare che nel nostro stile ci discostiamo di molto dal classico war black per la presenza di una componente melodica massiccia e credo inedita in questo genere. Siamo in gran parte debitori di bands che hanno fatto della melodia un loro punto di forza, come Taake, Bilskirnir o Moonblood. La creazione delle melodie stesse (per quanto questi gruppi siano da noi apprezzati) è tuttavia dipesa interamente dalla nostra creatività, basta sentire “Mors Tua, Vita mea” per rendersi conto…La differenza la troverei nel fatto che usiamo volentieri parti ancor più melodiche, epiche o addirittura punk/RAC rispetto ai gruppi sopracitati. Come potrai notare dalle nuove composizioni, abbiamo deciso (o meglio, ci è venuto spontaneo) per il futuro di accentuare sia la velocità e la violenza, che la componente melodica… ed i risultati finora sono molto convincenti!

Nel booklet del vostro album grafica e simbologia rimandano ad un immaginario politico di stampo fascista. Ritenete che esista un connubio tra black metal e politica, e che questo tipo di musica, per le tematiche che tratta e la filosofia di cui si fa portatore, debba essere associato a questo immaginario o possa farsi portavoce di idee o ideologie politiche di estrema destra?

(Kirion) Gli Sturmkaiser sono composti da persone, persone che in quanto tali hanno idee proprie ed individuali, e che, mi sento di dire in nome di tutti, ognuno ha elaborato personalmente senza rifarsi a degli stereotipi del genere “destra – sinistra”… abbiamo deciso quindi per il futuro di dissociare la politica dalla nostra musica, sia perché individualmente abbiamo delle idee sostanzialmente diverse in materia, sia perché vogliamo evitare che l’immagine della band sia legata ad una realtà politica piuttosto che musicale (cosa quantomeno contraddittoria visto che a mio personale avviso in primo luogo noi facciamo MUSICA e non catechismo). Non siamo in modo assoluto una NSBM band, dunque, e colgo l’occasione di ribadirlo una volta per tutte. Per quello che riguarda il collegamento fra politica e black metal, posso soltanto far notare che gli stessi Absurd, gruppo “politicizzato” per eccellenza, hanno lasciato da parte la politica nella loro musica e nei loro testi. E’ possibile di certo ritrovare un collegamento fra black metal ed estrema destra, al pari di quello che può esistere fra satanismo e black metal, ma è indubbio che ragionare esclusivamente in questi termini possa risultare limitativo e probabilmente semplicistico. Inoltre, ultimamente, trovo che ci troviamo di fronte ad una sorta di gara a chi riesce ad essere più esplicito politicamente… qualcosa di simile l’abbiamo già visto con la corsa all’occulto che scatenò la prima ondata di black metal norvegese nei gruppi a seguire. Ormai ad esser franco mi risulta che l’NSBM e generi analoghi siano una moda più che una sincera dichiarazione ideologica (ed in quanto tale opinabile). Lascio poi la parola a Svafnir per il lato booklet-testi, visto che non sono io ad occuparmene, ma quel che è certo è che se sono utilizzati simboli o icone, questo è fatto solo con l’intenzione di immergere l’ascoltatore in un contesto di guerra totale, e non assolutamente con il fine di proclamare la salvezza dei bambini biondi. (Svafnir) E’ presente questa simbologia, che però in ogni caso rimane tale. Il periodo fascista mi ha dato molti spunti dal punto di vista grafico, ma cerchiamo di allontanarci dalla politica in senso stretto, non siamo affatto un gruppo politico… siamo un gruppo che parla di guerra e di onore e le varie simbologie e i vari episodi storici legati alla seconda guerra mondiale sono la nostra ispirazione, ma non facciamo alcun tipo di propaganda politica, non sarebbe giusto farlo tramite questo tipo di musica… per questo esistono generi musicali precisi. L’ideologia è sicuramente presente (“in guerra vince il più forte”… se di ideologia quindi si può parlare…) e sarebbe assurdo dirti che non è cosi, ma Sturmkaiser non è né uno strumento politico né tantomeno propagandistico. Con questa affermazione non voglio dire che non accetto o non apprezzo gruppi black metal o gruppi musicali di stampo nazionalsocialista, almeno con la musica ognuno può fare quello che vuole.

Qual è la vostra opinione riguardo all’attuale situazione politica a livello italiano ed internazionale (mi riferisco in particolare alla così detta “guerra al terrorismo”)?

(Kirion) Riguardo la situazione politica italiana in questo momento, posso dirti personalmente che sono disgustato dalla massa di idioti e di imbecilli che ci governa e che ci potrà governare in futuro, chiunque vincerà le elezioni. La classe politica italiana attuale è quanto di peggio il paese abbia avuto nell’ultimo secolo. Sinceramente non vedo alternative nell’alternanza del colore politico del governo. Dal punto di vista strettamente economico non vedo alternative plausibili all’unione europea ed all’euro, né le vedo ad un processo di crescente integrazione europea dal punto di vista legislativo e sociale. I tempi sono cambiati, rispetto a 100 anni fa, e dobbiamo tenerne conto. Riguardo al terrorismo invece, penso di poter parlare con un minimo di cognizione, visto che ero a Londra durante il periodo degli attentati (e questo è uno dei temi che sarà trattato nel prossimo full-lenght degli Sturmkaiser). Credo che far esplodere sé stesso in mezzo ad una folla sia l’atto più vigliacco di cui si possa rendere colpevole un uomo, e anzi che non ci vedo nulla di “uomo” in quelle figure, visto che a mio pare il vero uomo è colui che prende la responsabilità della proprie azioni su sé stesso, e non su quelli che gli sono intorno. Disprezzo in ugual modo chiunque giustifichi quelle azioni sotto qualsiasi punto di vista, e rido dei gruppi black che parlano di supporto al terrorismo. Infine penso sia saggio, quando si parla di terrorismo, farlo con cautela, visto che si tratta di un aspetto problematico che coinvolge per intero tutta la nostra società, e che può essere facile oggetto di strumentalizzazioni politico-ideologiche. Sono inoltre disgustato dunque da chiunque parli di terrorismo (o di politica, se vogliamo, in senso più alto) senza aver cognizione del tema che si sta trattando. (Svafnir) Penso che il terrorismo sia un atto di codardia, effettuata da codardi…la politica italiana la vedo molto succube di una volontà non europea, rendiamo ogni giorno più forte l’America (europei rinnegati) dimenticando di essere italiani abitanti del vecchio e glorioso continente. La minaccia medio-orientale diventa sempre più forte con la paura che dimostriamo, siamo attaccati da due lati e la politica nostrana reagisce in modo sbagliato in ogni versante.

Come ho sottolineato in sede di recensione i testi di “Mors Tua, Vita Mea” inneggiano alla guerra, all’onore e alla vittoria. Cosa rappresentano per voi questi concetti? Sono soltanto una fonte d’ispirazione per i vostri testi o costituiscono invece anche un valore più alto?

(Kirion) Guerra per quello che mi riguarda è qualcosa di inevitabile, parte della stessa natura umana. Non vado per le strade ad inneggiare alla guerra, come molti potrebbero pensare, ma semplicemente “accetto” la guerra come un inevitabile costo di quello che siamo. Vittoria, come è chiarito nel booklet, non è da immaginare rigidamente come supremazia bellica, ma piuttosto come un atto di superiorità interiore che ci può elevare sul resto del mondo… se vuoi il risultato di una sorta di bellum omnium erga omnes di hobbesiana memoria (è in arrivo anche la song “Homo Homini Lupus”…). Onore è il rispetto nei confronti di sé stessi e nei confronti di coloro i quali hanno dato prova di meritarlo. Onore è saper vincere, perdere, vivere e combattere mantenendo integra la propria dignità. (Svafnir) La famigerata guerra di cui parlo non è semplicemente quella a cui ti riferisci tu. La guerra e la morte è presente ogni giorno in ognuno di noi. Ogni contrasto è guerra, e bisogna vincerla ad ogni costo.

L’intro dell’album è l’inno di Mameli accompagnato da suoni di esplosioni e bombardamenti. Nel booklet spiegate che si tratta di una sorta di omaggio al nostro Paese, forgiato, come ogni altro, con le armi e la lotta. Cosa significa per voi essere italiani?

(Kirion) Essere italiano in questo momento significa guardarmi intorno e vergognarmi di come è ridotto il nostro paese. Non significa nascondermi dietro degli ideali di presunta superiorità razziale visto che come ben sappiamo tutti l’Italia è storicamente il porto dell’Europa e di qui ci sono passati un po’ tutti (e di conseguenza parlare di “razza italiana”è ridicolo, non è ideologia, è evidenza). Parlando di Popolo Italiano, invece, posso dirti di essere orgoglioso di essere italiano e di calpestare questo suolo, ma come ho già scritto credo che oggi l’Italia sia ridotta davvero male. Essere italiano per me non significa chiudermi nel mio paese, ma anzi guardare fuori dai nostri confini, indietro nella Storia ed avanti nel futuro per capire come si può andare avanti. (Svafnir) Appartenere ad un popolo ricco di tradizioni, con un passato valoroso, essere un abitante di una terra cosi bella è ancora più appagante quando penso che i miei antenati dominavano il mondo.

Un aspetto che ho molto apprezzato del disco è il suono delle chitarre, molto carico e denso, oltre che serratissimo, che riesce a trasmettere una gran rabbia e sete di morte: siete d’accordo?

Indubbiamente si.

Altro punto di forza dell’album è sicuramente la drum machine, programmata a velocità devastanti. A mio parere è particolarmente indicata per il genere di black metal di cui vi fate fieri portabandiera. Continuerete ad usarla anche in futuro o passerete ad un batterista in carne ed ossa?

Eheheh, se ti è sembrata veloce quella, aspetta di sentire il materiale nuovo…Mi sento di escludere totalmente la possibilità che (tranne ovviamente dal vivo) Sturmkaiser avrà mai un batterista in carne ed ossa. Abbiamo sempre operato con la drum machine e così continueremo.

Mi è parso di cogliere nelle vostre songs qualche reminescenza RAC piuttosto che thrash e pure, almeno in un paio di episodi, anche un mood “epico”. Ci sono queste influenze nel vostro songwriting?

Assolutamente si. Ascoltiamo un po’ tutti i generi di metal e non solo.

Che genere di emozioni intendete ispirare ai vostri ascoltatori?

(Kirion) Dipende dalle songs, ovviamente, ma in linea di massima rabbia, morte, distruzione, paura, ma anche vittoria, onore…forse farei meglio a dire: Guerra. (Svafnir) Epicità, Forza, Valore, Velocità, Furia di morte, Freddezza, Onore, Sete di vittoria, Imposizione di sé stessi sul nemico e sugli eventi, Vendetta.

Personalmente credo che i vostri pezzi possano essere veramente distruttivi dal vivo. Gli Sturmkaiser si possono definire una live band? Farete promozione al disco in questo senso?

Devo dire che (a parte gli ovvi e scontati giudizi personali di parte) tutti i pochi fortunati che hanno assistito ad un nostro concerto ne sono usciti sconvolti! E visto che non abbiamo intenzione di inflazionarci, non credo che Sturmkaiser sarà mai una live band propriamente detta. In ogni caso suoneremo sporadicamente in eventi particolari, ed attualmente è in programma una data al Transilvania Live di Milano con Absurd e Forgotten Tomb il 16 di Dicembre.

Qual è la vostra opinione sulla scena nostrana? Ultimamente pare essere molto in voga il così detto depressive black metal. Cosa ne pensate di questo sottogenere così distante dal vostro modo di intendere e suonare questa musica?

(Svafnir) Non posso darti un parere preciso perché non sono ancora riuscito ad ascoltare un cd del genere per intero, non mi scende proprio. (Kirion) Musicalmente non apprezzo particolarmente il depressive, ma quel che è peggio è che, come hai appena detto, ultimamente è molto di moda. Odio con tutto me stesso qualsiasi tipo di black metal che sia “trend”. Per quello che riguarda la scena black italiana, ed estrema in generale, ti posso dire che a mio parere abbiamo molti ottimi gruppi, ma è lo spirito di coesione che manca da noi. Pare che nessuno comprenda che andando gli uni contro gli altri non si arriverà mai da nessuna parte. E’ proprio per andare controcorrente che abbiamo creato assieme ai principali gruppi della scena estrema abruzzese il progetto Vrasthema. Si tratta di una specie di unione, sorta per promuovere non solo la nostra musica, ma anche i luoghi da cui traiamo ispirazione, la storia dei nostri avi, in breve, tutto ciò che ci circonda. Il sito web è http://vrasthema.interfree.it. Facci sapere cosa ne pensi!

Qualche anticipazione su materiale di prossima uscita?

Il mini “1945” dovrebbe uscire sotto Nebelfee Klangwerke verso dicembre salvo imprevisti. L’album conterrà 3 songs inedite più una sorpresa finale per intenditori. Come ho avuto modo di scrivere, si tratta in assoluto del materiale più dinamico, melodico, brutale e fottutamente veloce che abbiamo mai scritto. Ci aspettiamo grandi cose.

Bene, vi ringrazio molto per la disponibilità. Per quel che mi riguarda avrete tutto il mio supporto anche in futuro. Concludete pure come preferite l’intervista…

(Kirion) Ti ringrazio per l’intervista e per le domande, complimenti una volta tanto non sono sempre le solite! Colgo l’occasione per avvisare dell’imminente uscita dei primi full-lenght di due bands appartenenti al progetto Vrasthema, i Draugr (pagan black metal) e i Dictatoreyes (death-thrash metal). Per quello che riguarda il primo parto del mio solo project Sepulchrum Dei, invece, ci sarà da attendere ancora fino all’anno prossimo almeno! Fuck commercial music, fuck posers, fuck MTV. Hails! (Svafnir) –