Mortifera – Vastiia Tenebrd Mortifera

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Ho sempre pensato che i Mortifera fossero un gruppo assolutamente eccezionale e sopra le righe e questo “Vastiia tenebrd mortifera” non fa altro che confermare in pieno questa mia opinione. Meglio degli ultimi Shining che da un anno a questa parte stanno soltanto inondando il mercato con uscite dal dubbio valore artistico e di nessuna utilità se non per le tasche di Kvarforth e soci, diversi dai nostrani Forgotten Tomb, i Mortifera hanno individuato un approccio personalissimo alle sonorità depressive, sognante e carnale quant’altri mai. Accostabili per certi versi ai francesi Celestia (di cui entrambi i membri fanno parte), omaggiati tra l’altro dalla cover version di “Fruits of a tragic end”, i Mortifera se ne discostano tuttavia per il differente mood dei brani, tanto i primi sono gotici e romantici quanto i secondi malinconici e disperati. Noktu Geiistmortt e Neige hanno svolto un ottimo lavoro a livello di songwriting mettendo insieme riffs tetri e lunari in un album che non perde un colpo dall’inizio alla fine. I Mortifera sono dolore allo stato puro, dolore che si compiace di sé stesso, che serpeggia e si insinua tra le pieghe più recondite dell’anima per non abbandonarla più, fino a farla marcire completamente dall’interno, come un putrido feto mai nato. La musica dei Mortifera è sinistramente affascinante, è un turbine di sensualità infernale, è il canto di una sirena che conduce a morte certa. Tutto è perfetto in questo album: dall’atmosfera dolente e malsana dell’opener, alle laceranti melodie di “A last breath before extinction”, dai cupi arpeggi acustici della strumentale “Epilogue d’une existence de cryssthal”, alla violenza stridula e quasi soffocata di “Aux confins des tenebrss”. Le melodie dei Mortifera colpiscono come una freccia avvelenata al cuore, le voci sono struggenti e malatissime, il canto di dolore di un’anima ferita e morente che attende con quieta rassegnazione quella pace che solo la liberazione dalla vita può donare. Una liberazione che, tuttavia, sembra non giungere mai. La vita come condanna, il corpo come prigione dalla quale l’anima rabbiosa non potrà liberarsi se non autodistruggendosi: tutto questo sono i Mortifera. Un disco che parla di morte, intriso di morte e del fascino morboso della morte. Un disco per anime perse dove la salvezza è una chimera inesistente. Da ascoltare rigorosamente nel cuore della notte. Capolavoro assoluto!

REVIEW OVERVIEW
Voto
85 %
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TRACKLIST <br> 1. Fbrahgments; 2. Le revenant; 3. A last breath bifore extinction; 4. Epilogue d’une existence de cryssthal; 5. Ciel brouillé; 6. Abstrbve negabvtiyon rebssurectyion; 7. Aux confins des tenebrss; 8. Fruits of a tragic end (Celestia cover) <br> DURATA: 36 min. <br> ETICHETTA: Goatowarex <br> ANNO: 2004 mortifera-vastiia-tenebrd-mortifera