Darkest Hate Warfront – Satanik Annihilation Kommando

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A volte viene da chiedersi la reale utilità di certe band che continuano imperterrite a rimescolare le idee di coloro che sono venuti prima di loro, senza però risultare freschi (non originali ben s’intenda) né tanto meno interessanti. Purtroppo secondo me questa lista sarebbe lunghissima, ma in questa sede userò i brasiliani Darkest Hate Warfront (un nome che è già tutto un programma) come “capro espiatorio”. Formatisi nel 1999 nella soleggiata Rio De Janerio i nostri pubblicano ben 3 demo prima di giungere al famigerato contratto discografico con la Ketzer Records, che si prende la briga di dare alla luce questo “Satanik Annihilation Kommando”, limitando l’uscita a 2000 copie, giusto per dare l’idea che possedere questo album sia sotto certi versi un piccolo “culto”. Già i titoli mi avevano messo in allarme, visto l’inquietante somiglianza con slogan marchiati Marduk, Ad Hominem e compagnia bella, ed infatti dopo una brevissima introduzione si parte nel modo più banale e inconcludente possibile con “Order Of Battle”, un pezzo che chiamare inutile sarebbe quasi un complimento, visto che pare essere uscito dagli scarti degli scarti dei gruppi sopra citati. I toni non cambiano molto con la successiva title-track, anche se vaghi riferimenti thrash fanno accendere qua e là un piccolo barlume di speranza per gli ascolti successivi. Ma purtroppo non sono altro che pallide e flebili luci in un’oscurità dilagante che non lascia trasparire nessuna via d’uscita, ma che, almeno al primo ascolto dell’album in questione, danno la voglia o quanto meno la curiosità di proseguire, sperando in una piacevole svolta che purtroppo, almeno per il sottoscritto, non verrà. Anche le vocals di Devasth si assestano sullo standard più assoluto, risultando piatte e poco incisive, contribuendo negativamente alla scarsa qualità della proposta. Sicuramente la nota più positiva che possiamo cogliere in questo lavoro va sicuramente alla produzione che mette bene in risalto tutti gli strumenti; soprattutto le chitarre risultano essere particolarmente potenti ed incisive, per lo meno sotto l’aspetto sonoro, visto che la qualità dei riffs scarseggia, supportate da una sezione ritmica martellante e sicuramente idonea alla proposta intollerante e violenta del combo brasiliano. Ma, come già detto, di questo lavoro si salva ben poco, e a meno che voi non vogliate a tutti costi ogni cosa che si avvicini al cosiddetto war black metal, state pure alla larga da questi Darkest Hate Warfront, poiché esistono progetti ben più interessanti.