The Amenta – Occasus

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Immergersi nel nuovo millennio e immaginare di scoprire un qualcosa che in campo musicale non suoni fastidiosamente di già sentito, ma che allo stesso tempo mantenga saldamente le proprie tradizioni senza cadere nel ridicolo o addirittura nell’improponibile sembra quasi essere un miracolo, ma se così fosse allora gli australiani The Amenta possono essere considerati i nuovi “messia” della musica estrema. Fatte le dovute premesse sulla band di Sidney veniamo a parlare di “Occasus”, debut album risalente al 2004 uscito per Listenable Records. Potremmo sintetizzare il tutto in una sorta di death / black / industrial, ma forse questa definizione ancora non rende perfettamente l’idea di come suona questo piccolo grande capolavoro, forse rimasto un po’ troppo in ombra e che ai tempi avrebbe dovuto rendere l’adeguata giustizia ai The Amenta. La spietata furia dei Behemoth più moderni e incazzati, impreziosita da un sound gelido e dannatamente artificiale che potrebbe ricordare i Myrkskog e gli Zyklon degli esordi, senza contare le più svariate contaminazioni industriali che riportano in qualche modo alla mente band come MZ.412, Samael o ancora i più ben noti Fear Factory. Al contrario di quanto si possa pensare, questo “Occasus” non è il solito polpettone senza capo né coda, ma un lavoro coerente, distruttivo, e maledettamente perfetto in ogni sua sfumatura; sicuramente di non facile assimilazione, causa la proposta intricata dei nostri, ma che saprà donare sensazioni differenti ascolto dopo ascolto. Nonostante il disco si mantenga per tutta la sua durata su livelli altissimi, si potrebbe sintetizzare il tutto in “ Mictlan”, la vera gemma del lotto, e nell’atmosferica “ Nihil”, ovvero in poche parole, le classiche canzoni che giustificano l’ascolto e l’acquisto dell’intero album. Una nota di merito va anche alla produzione, assolutamente all’altezza della situazione, sempre potente e definita, ma allo stesso tempo capace di mantenere quell’alone mistico presente nel black metal più evocativo, sinonimo di una band giovane (il debutto ufficiale risale al 2002 con l’Ep “Mictlan”) ma già seria e professionale, e soprattutto con le idee chiare e consapevole delle proprie capacità. Quindi godetevi questo “Occasus” e ascoltiamo le note distorte di questi cantori dell’Apocalisse, non ne rimarrete delusi.