1349 – Hellfire

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I 1349 sono norvegesi e questo “Hellfire” rappresenta il loro terzo full length. Possiamo dire tutto tranne che i nostri siano poco prolifici, nonostante si fossero già formati nel lontano 1997, tutti i loro album sono stati rilasciati a partire dal 2003. Il gruppo, come molti sapranno, è noto soprattutto per la militanza tra le sue fila di Frost (Zyklon-B, ex-Keep of Kalessin, ex-Gorgoroth, Gehenna, ed ovviamente Satyricon), il velocissimo batterista, infatti, ha trovato interessante la proposta di questi 1349 e si è unito definitivamente alla band durante la realizzazione del primo album “Liberation” (2003). Non faccio fatica ad affermare che questo “Hellfire” sia il più bel disco prodotto fino ad ora dal gruppo. Dopo uno zoppicante “Liberation”, il successivo “Beyond The Apocalypse” faceva registrare un netto miglioramento ma peccava nella registrazione, invece questa nuova uscita pare avere le carte in regola per superare di netto la sufficienza. Un disco di ferale black metal, veloce, senza tregua e con forti richiami al thrash teutonico. Registrazione classica per il genere, chitarre in secondo piano taglienti e minimali, drumming in evidenza (e che drumming) e un suono che solo a volte risulta caotico; ed era difficile ottenere questo risultato visto le esecuzioni intricatissime dei nostri. Tornando al disco nel particolare, personalmente ho trovato una prima parte veramente ottima: l’ispiratissima “I Am Abomination”, l’epica “Nathicana” (ascoltare lo stacco centrale per credere) e la thrasheggiante “Sculptor Of Flesh” fanno da tappeto introduttivo alla tagliente “Celestial Deconstruction”. Bei brani, che scivolano via che è un piacere ma, allo stesso tempo, riescono a pestare molto duro (e questa caratteristica darà i suoi buoni frutti in sede live!). Il disco a questo punto pare avere un calo lieve ma costante: è un peccato, consideriamo però la difficoltà di reggere un songwriting superlativo con ritmi sempre così martellanti e sparati. Le vocals sono abbastanza personali, ma finiscono spesso con soluzioni simili. Non oso immaginare il risultato con un Satyr alla voce: i nostri in effetti hanno quel riffing intricato e tagliente alla “Nemesis Divina”: a mancare all’appello, però, sono anche quegli stacchi folk, cadenzati, evidenziando un lavoro particolarmente monotematico. Ad ogni modo, l’album incarna un ottimo black metal, per una volta davvero concreto e cattivo nella sua immediatezza. Non posso che consigliarvi questo “Hellfire”, a patto che amiate questo tipo di proposta, ovviamente.

REVIEW OVERVIEW
Voto
75 %
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TRACKLIST <br> 1. I Am Abomination; 2. Nathicana; 3. Sculptor of Flesh; 4. Celestial Deconstruction; 5. To Rottendom; 6. From the Deeps; 7. Slaves to Slaughter; 8. Hellfire <br> DURATA: 52 min. <br> ETICHETTA: Candlelight Records <br> ANNO: 20051349-hellfire