Limbonic Art – Phantasmagoria

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Il progetto Limbonic Art, ormai orfano di Morfeus che ha deciso di dedicarsi ad altri progetti, tra cui spicca quello coi Dimension F3H, giunge al suo settimo full length. Daemon, in solitaria, affronta questa ardua prova, consapevole dei capolavori sfornati dalla band in un passato sinfonico e maestoso, del periodo ferale e distruttivo centrale nella loro carriera, per finire in una fase calante, sfociata nelle ultime prove in studio, non eccelse ma nemmeno da buttare via. “Phantasmagoria” è prima di tutto un disco ancora credibile dal punto di vista artistico. Dalle prime note si percepiscono immediatamente il ruolo fondamentale delle chitarre e la parte ridimensionata delle orchestrazioni, ora subordinate al guitarwork black\death. Anche la drum machine ora appare discreta e, nonostante le velocità folli a cui viene lanciata, risulta essere più amalgamata nel sound globale. Forse il problema di questa uscita sta nella durata eccessiva, e si supera abbondantemente l’ora di musica: questa abbondanza di contenuti però è sorretta da un’ispirazione altalenante. Dopo una breve intro, l’opener e title track “Phantasmagoria” rompe gli indugi: il disco parte in quarta, con ritmi di chitarra serrati e drumming indiavolato; le vocals sono come al solito corpose, questa volta particolarmente aggressive, anche se meno cattive rispetto al passato. Quello che si nota rispetto agli albori della band è una struttura dei pezzi più vicina al classico formato “canzone”, ovvero si abbandona la vena progressiva del pezzo a favore di una struttura più delineata, dotata spesso di un ritornello che si ripete. La bella traccia d’apertura è seguita da altri buoni pezzi, alternati con episodi cadenzati, in cui forse il disco risulta essere un po’ ripetitivo e la prestazione altalenante. Nel complesso, però, il lavoro sembra essere dotato di sufficiente freschezza compositiva: l’alone oscuro e maligno si percepisce e, tra pezzi che possono risultare anonimi, spiccano episodi degni di nota. In conclusione, il disco è un passo in avanti rispetto all’immediato passato, anche se mancano le orchestrazioni sopra le righe a cui ci avevano abituato i nostri. A primo impatto, visto l’artwork non entusiasmante di “Phantasmagoria”, possiamo dire che il contenuto, nonostante non sia straordinario, è di buona fattura, cercando di giustificare alcune soluzioni sottotono che iniziano a farsi sentire dopo la lenta e tetra “Dark Winds”. La creatura Limbonic Art comunque è ancora viva e consiglio di prendere questa uscita anche a scatola chiusa, come ogni disco dei Limbonic Art merita di essere preso, in quanto comunque riserva all’ascoltatore momenti di suprema arte demoniaca.

REVIEW OVERVIEW
Voto
70 %
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