EXM93 – Mortualia Nocturnum

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Gli EXM93 sono una band milanese attiva da ben sedici anni. I nostri nascono infatti nel lontano 1993 come Takabriga, i quali cambieranno successivamente nome in Mortuarium, per poi modificare nuovamente il monicker in Mortualia Nocturnum e divenire infine, dopo diversi cambi di line up, EXM93 (appunto ex Mortuarium ’93). Questa raccolta, che viene pubblicata sotto l’egida della Vomit Arcanus Productions, contiene una rivisitazione del demo “Lux Exanimis” (songs da 1 a 6) composto dai Mortualia Nocturnum e, nell’ultima parte (songs da 7 a 9), intitolata “The Return Of The Undead”, ripropone alcuni vecchi pezzi dei Mortuarium. Siamo di fronte ad una retrospettiva che ci permette di conoscere le radici di questo progetto, il quale pare peraltro aver preso le distanze, quanto meno dal punto di vista concettuale e ideologico, rispetto a quanto fatto in passato. I nostri ci tengono infatti a precisare che satanismo e nazismo sono realtà estranee agli odierni EXM93, i quali si ispirano unicamente a tematiche legate al patriottismo e all’onore (anche se, a giudicare dai titoli dei brani e dal totenkopf che fa bella mostra di sè in copertina almeno apparentemente non sembrerebbe essere così). Passando a giudicare l’aspetto prettamente musicale, possiamo dire che gli EXM93 propongono un raw black metal primitivo e viscerale, legato alla tradizione nordica dei primi anni novanta, condito da robuste dosi di brutale thrash di ottantiana memoria (Kreator su tutti). L’amalgama, per quanto poco originale, risulta a tratti abbastanza efficace, soprattutto se consideriamo che i pezzi presenti in questo lavoro sono piuttosto datati. Tuttavia il sapore retrò delle composizioni e la registrazione cruda e senza orpelli, pur sottolineando l’indiscutibile attitudine underground dei nostri, rappresentano in certa misura anche un limite, rendendo il risultato finale a tratti scontato, specie a fronte di un songwriting inevitabilmente prevedibile. Il tutto scorre senza clamorose cadute di tono ma anche senza particolari sussulti. L’elemento di maggior interesse finisce così per essere costituito dai tappeti tastieristici che la band utilizza però troppo spesso in maniera estemporanea, salvo qualche occasione in cui invece sono ben inseriti nel corpo delle canzoni, come accade ad esempio nella conclusiva “The Night Of Damned Moon”, che a mio avviso rappresenta l’episodio migliore del lotto. Attendo con curiosità l’uscita di materiale inedito targato EXM93 (dovrebbe essere imminente la pubblicazione del full length “Spirito Guerriero”) per verificare quale direzione musicale abbia intrapreso il gruppo nel corso di questi anni. Per ora vale comunque la pena di ascoltare questa testimonianza storica di una band di lunga militanza nella scena estrema nostrana.