Blodsrit – Helveteshymner

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Se il terzo album è tradizionalmente considerato una cartina di tornasole per tastare il polso ad una band e verificare il suo effettivo stato di forma, si può affermare senza tema di smentite che i Blodsrit con questo lavoro abbiano fatto il così detto salto di qualità portando a definitiva maturazione quel progresso stilistico e compositivo che poteva considerarsi già evidente nel passaggio dal primo disco, abbastanza canonico ma con alcune buonissime intuizioni, “Supreme misanthropy” al secondo, decisamente superiore, “Ocularis infernum”. Questi svedesi hanno saputo ritagliarsi nell’arco di qualche anno uno spazio di tutto rispetto nel gotha del black metal del loro paese ed il loro nome è finalmente degno di essere accostato a quello di Marduk, Setherial e Dark Funeral. Black metal violentissimo e veloce dunque, di chiara matrice swedish, è quanto ci offrono i Blodsrit ma con un songwriting vario e a tratti vagamente thrash oriented e chiari riferimenti al sound norvegese ed al senso di intima malattia e disperazione che solo le bands di quella terra sanno tradurre in musica in modo così magistrale. Questo lato “intimista” del gruppo è presente come un segreto filo conduttore lungo tutto l’album a partire dall’opener “In melancholy”, che si apre con il suono gracchiante e angoscioso di un carillon, fino alla splendida “Illdjarn”, caratterizzata da un chorus in clean vocals assai evocativo dal sapore più malinconico che epico, una soluzione del tutto inedita che, si spera, i Blodsrit vorranno recuperare anche in futuro. Per quanto riguarda la faccia più violenta e distruttiva della band sono da segnalare la furiosa “Vanmakt” e la conclusiva, bathoriana, “Praie suicide”, uno degli episodi migliori del lotto. Discretamente riuscita, anche se non esaltante, la cover dei Candlemass “Solitude”. Ottima anche la produzione, pulita e graffiante quanto basta, affidata a Mieszko Talarczyk. Una nota di merito va infine al nostro Lorenzo Mariani, già all’opera sull’ultimo Darkthrone, autore di un coverartwork di grande effetto e suggestione. In definitiva un ottimo lavoro che consacra una band che non mancherà di regalarci altre soddisfazioni.

REVIEW OVERVIEW
Voto
80 %
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TRACKLIST <br> 1. In melancholy; 2. Griftevisa; 3. Sjalslig sjalvdod; 4. Vanmakt; 5. Horns; 6. Ridding a pest; 7. Illdjarn; 8. Solitude; 9. Praise suicide <br> DURATA: 39 min. <br> ETICHETTA: Adipocere Records <br> ANNO: 2004blodsrit-helveteshymner