Astral – Magia Eon…

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Pochi conosceranno questo album che rappresenta l’esordio discografico per gli Astral, gruppo proveniente dalla Repubblica Ceca che, seppur ancora formalmente in attività, sembra aver fatto perdere le proprie tracce, sepolto dalla sabbia del tempo. I nostri, un duo composto da Maestro e Martin Sammael, giovanissimi all’epoca del debutto, sono una band facilmente inquadrabile nel sottogenere sinfonico, che nella seconda metà degli anni novanta vedeva il suo periodo di maggiore splendore. “Magia Eon…” é un disco che vive di alti e bassi, caratterizzato da tutti gli ineliminabili luoghi comuni di un prodotto tutto sommato derivativo, con le ingenuità e le imperfezioni tipiche di un debutto, ma che offre diversi spunti di interesse, apprezzabili soprattutto se si considera l’epoca della pubblicazione. La struttura portante ricalca le orme dei primi Cradle Of Filth e Dimmu Borgir, con alcuni passaggi piuttosto canonici, supportati però da orchestrazioni barocche e magniloquenti decisamente ben concepite ed eseguite. I tappeti tastieristici, comunque affiancati da un discreto lavoro chitarristico, sono il pilastro su cui si fondano le composizioni, a volte manierate ma sempre cariche di un pathos macabro e sinistro che costituisce la cifra essenziale di questo lavoro. L’elemento occulto e magico é veicolato anche dal cantato, in molti casi pulito e teatralmente impostato, e dai testi, rigorosamente in latino (sulla correttezza dei quali ci sarebbe più di una riserva, ma in fondo poco importa), che trattano di alchimia, cabala ed antiche leggende. Il feeling “operistico” richiama i Therion dell’epoca “Lepaca Kliffoth”, mentre i molti passaggi heavy metal oriented, potenti ed ottimamente amalgamati nel tessuto dei pezzi, richiamano i primi Mercyful Fate e King Diamond. Se volete riscoprire un piccolo e misconosciuto pezzo di storia del black metal underground, andate a recuperare questa prima prova degli Astral e non ne rimarrete delusi.