Sejtane – The Burning Cold

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“The Burning Cold” rappresenta l’esordio sulla lunga distanza per i nostrani Sejtane, band formata da Moonbeam (voce, basso e chitarra, membro anche dei Cimitero) e Malignant (batteria), che nasce dalle ceneri degli Iblis, progetto orientato su sonorità black/death metal con sfumature sinfoniche. La musica dei Sejtane è del tutto differente: i nostri sono infatti orgogliosi alfieri del più puro ed incontaminato true black metal old style, quello notturno, gelido e satanico che saccheggia a piene mani dischi come “Transilvanian Hunger”, “Panzerfaust” e “Under The Sign Of Hell”. Dopo la cadenzata e mortifera intro “Receive The Unholy Semen”, che pare essere una sorta di omaggio (ai limiti del plagio) ai Black Sabbath dell’omonimo e notissimo brano, il riff zanzaroso e putrescente con il quale si apre l’opener “The Beast Inside” mette immediatamente in chiaro le coordinate stilistiche di questo lavoro, che ripercorre con sicurezza e determinazione il sentiero tracciato ormai quasi vent’anni or sono dai primi Darkthrone e Gorgoroth. Se vogliamo scomodare ulteriori paragoni, i Sejtane, per l’attitudine blasfema ed infernale, potrebbero essere accostati ai norvegesi Urgehal o, per restare entro i patrii confini, a gruppi come Grim Monolith o Chelmno. Il duo italiano dimostra di essere a proprio agio soprattutto quando può lasciarsi andare a sfuriate belluine caratterizzate da linee di chitarra semplici ed essenziali, a tratti più marcatamente thrash oriented, da blast beats incessanti e da uno screaming lacerante e demoniaco. Non manca però un certo feeling melodico, sinistro e lunare, sempre presente anche quando la band preme con ferocia sull’accelleratore, che chiama in causa la scuola finlandese più classica. I Sejtane dimostrano di saperci fare anche nei rari momenti più rallentati, nei quali viene a galla un’enfasi oscura e maligna, e che fungono da brevi pause prima che l’assalto frontale riprenda in tutta la sua ferale violenza. La produzione, pur essendo sporca e gracchiante come si conviene, non è assolutamente confusionaria o casereccia ma anzi potente e sufficientemente nitida. Insomma tutto è come da copione e questo rappresenta al tempo stesso il maggior limite ma anche il pregio di questo disco. Decine e decine di gruppi hanno ripreso questo stile, con ben poche varianti, ed i Sejtane non costituiscono certo un’eccezione. Ma l’originalità non è il metro di giudizio adatto per opere di questo tipo. “The Burning Cold” è un debutto colmo d’attitudine e di dedizione che si ripromette di mantenere viva la nera fiamma e che non sfigura assolutamente nell’attuale panorama underground.