Angantyr – Sejr

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Ritorna più agguerrita che mai, a cominciare dalla forte immagine di una chiesa avvolta dalle fiamme impressa in copertina, rigorosamente in bianco e nero (per la serie evviva l’originalità!), la one man band Angantyr a distanza di ben 4 anni dallo splendido esordio “Kampen Fortsaetter” e ripaga la lunga attesa regalandoci con “Sejr” un inarrestabile vortice di emozioni, grazie ad un songwriting davvero ispirato, che richiama spesso e volentieri le desolanti melodie degli Isvind e le ipnotiche cadenze dei primi lavori di Nargaroth, specie nei momenti più depressive-oriented. Diciamoci la verità, era molto difficile superare la maestosa carica drammatica del debutto, ma il leader danese Ynleborgaz ha dimostrato di sapere il fatto suo, seppur non stravolgendo di una virgola la propria proposta musicale, e allo stesso tempo senza brillare di particolari lampi di genio in fase di composizione, viste le chiare e percettibili influenze dei gruppi sopra citati. Nonostante questo il black metal proposto dalla maligna creatura nord europea incarna un feeling e un’oscurità davvero senza paragoni, gettando sconforto nell’animo dell’ascoltatore che inevitabilmente si ritrova a vagare nel più profondo degli Abissi, là dove nessuna luce riesce a giungere; infatti fin dalle prime note della raggelante tastiera che ci introduce all’opener “En falden kriger” (non a caso Angantyr era nato come un progetto ambient), alla cadenzata e conclusiva title track, si respira morte e desolazione, finendo per essere intrappolati in una dimensione fredda ed incolore senza il minimo spiraglio per poter fuggire. I capitoli che vanno a comporre quest’opera hanno tutti una durata piuttosto lunga, aggirandosi intorno ai 7 minuti, mettendo in luce anche una discreta padronanza tecnica, non molto comune in questo genere musicale, e sono dotati di una carica emotiva davvero eccelsa, ma vorrei segnalare in particolare l’epicheggiante “Solverpilens Kald” e la successiva e malinconica “Hadets Sorte Flamme”, forse il pezzo migliore dell’intero lotto, grazie al suo incedere claustrofobico, che racchiude in sé anche qualche vago riferimento ai Judas Iscariot, in particolare del periodo di “Heaven In Flames”, rappresentando al meglio lo spirito della band che riesce a mischiare sapientemente parti veloci e violente a frangenti più introspettivi e ragionati. Un altro punto a favore è rappresentato dalla presenza di liriche tutte rigorosamente in lingua madre che, seppur incomprensibili per il sottoscritto, donano all’atmosfera complessiva un forte impatto pagano e mistico, confermando questo “Sejr” come una delle migliori uscite in campo black metal degli ultimi anni. Fortemente raccomandato a tutti coloro che nella musica ricercano un rabbioso sfogo al mal di vivere.

REVIEW OVERVIEW
Voto
75 %
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TRACKLIST <br> 1. En falden kriger; 2. Niddinglad; 3. Solverpilens Kald; 4. Hadets Sorte Flamme; 5. Blodet Er Styrken; 6. Slettes Skal Mindet; 7. Tag Dig I Agt; 8. Sejr <br> DURATA: 54 min. <br> ETICHETTA: Total Holocaust Records <br> ANNO: 2004angantyr-sejr