Perennial Isolation – Astral Dream

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Gli spagnoli (catalani per la precisione) Perennial Isolation avevano già ben impressionato la critica specializzata all’uscita del loro full length d’esordio (“Conviction Of Voidness”, pubblicato nel 2014 sempre da Darkwoods). Ora, ad un solo anno di distanza, è la volta del successore “Astral Dream”, che esce in edizione limitata a cinquecento copie e segna un notevole passo in avanti nel percorso artistico della band. Il quartetto di Barcellona si dimostra perfettamente consapevole dei mezzi a propria disposizione e porta a maturazione un discorso già accennato nel debutto, proseguendo sulla strada di un black metal dalle tinte atmosferiche e paganeggianti. Lo stile è riconducibile a gruppi come Himinbjorg o primi Vintersorg e Borknagar, con un tocco personale che si manifesta nella capacità di costruire con naturalezza pezzi diversificati, passando con estrema disinvoltura dalle melodie ariose della possente opener “Alone Against All” (sicuramente il pezzo migliore del lotto) alla furia devastante della title track, dalla pausa acoustic-folk di “Transcendence” alle criptiche involuzioni della tellurica “Towards The Unknown Senses”, sublimando il tutto nella conclusiva “A Path Between Space And Time”, poderosa suite divisa in tre atti, nella quale il gruppo esprime in pieno le proprie potenzialità lasciandosi andare a fughe progressive contenute però in una compatta gabbia heavy. Ottimo il comparto vocale appannaggio del bassista A. e del chitarrista K., con quest’ultimo autore di clean vocals espressive e profonde, davvero convincenti (si segnala anche la partecipazione di Norax dei Lvx Divina come guest vocalist in “The Fool”). I Perennial Isolation manipolano con maestria stilemi tutto sommato noti ma riescono a rielaborarli con efficacia e centrano in pieno l’obbiettivo di sfornare un lavoro che potrà accontentare tutti i palati, dagli estremisti più convinti a quanti cercano nel black metal sensazioni più variegate: rabbia e violenza ma anche nostalgia, contemplazione estatica, riflessione intimista. Il che non è impresa da poco. Sono sicuro che risentiremo presto parlare positivamente di questo ensemble iberico, che unisce nel proprio sound la freddezza del Nord alla sensualità mediterranea. “Now I Can See / Nothnig Is Mine / Just A Path Between / Space And Time”.