Veiled Moon – …As Fallen Leaves…

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A quasi dieci anni dalla prima uscita, tornano a far parlare di sé i napoletani Veiled Moon, sotto l’egida della sempre più attiva Neapolis Niger. Rispetto all’esordio “Eine Symphonie Des Gravens”, i cambiamenti sono molti. Innanzitutto, il gruppo si è ridotto ad un duo, che vede protagonisti Thorgrim (personaggio assai noto nell’ambiente napoletano, che si occupa di tutti gli strumenti e delle voci pulite) ed Ophelia (voci femminili), con l’aiuto di alcuni session (Lord Lemory, di fama Gort, allo screaming; Count Leshrac Belmont alle tastiere; Mortiis Daemonium ai solos). In secondo luogo, il genere, che dal death/doom dell’esordio, si indirizza verso un black/gothic con tratti doom molto interessante, con pezzi molto articolati, dove le parole monotonia e ripetitività sono bandite. Un’intro molto delicata ci introduce al primo pezzo del demo “From Dusk ‘Till Dawn”, in cui vengono alla luce alcune delle caratteristiche che ci accompagneranno per tutto il lavoro: gusto per la ricercatezza e le atmosfere sofferte, con chitarre sempre in primissimo piano, supportate da un ottimo lavoro della sezione ritmica, e con le tastiere a creare la giusta atmosfera, che a tratti mi ha portato alla mente tanto i Necromass dell’esordio quanto gli Evol. “Son Of The Storm”, il brano seguente, è molto più diretto, sulla scia del black melodico finlandese, senza per questo essere una mera imitazione. A seguire quello che, a mio giudizio, è il brano migliore del demo: “Drop O’ Winter”, in cui troviamo arpeggi, voci pulite, voci femminili e screaming in un buon equilibrio compositivo. La title-track è un lungo brano di quasi tredici minuti, dove tutte le caratteristiche del songwriting dei nostri vengono armonizzate in un vero e proprio monumento al dolore, in cui le influenze doom dominano, per poi fondersi in una parte acustica da brividi, con Ophelia a farla da padrona. La registrazione è pulita ma non piatta, la produzione più che buona. Insomma, i Veiled Moon hanno gettato le basi per un futuro che, con un po’ di fortuna, potrebbe vederli tra i protagonisti della scena underground. Un demo riservato a chi non ha paraocchi.