Velvet Cacoon – Northsuite

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Le raccolte sono sempre utili quando si vuole riassumere la carriera di un gruppo e spesso quelli che riescono ad emergere dall’underground più profondo scelgono questa soluzione per proporre la loro musica ormai introvabile. I Velvet Cacoon hanno visto oscillare la loro identità fra leggenda e realtà, lasciando un alone oscuro come la pece attorno al loro nome. Direttamente dagli Stati Uniti, i Velvet Cacoon sono incarnati da un duo: SGL (Josh) e LVG (Angela) e ci propongono una strana miscela composta da old black metal e ambient, il tutto condito da un pizzico di sana follia. “Northsuite” non è altro che la ristampa del loro terzo full length, “Chapelflames” (2002), con l’aggiunta del demo subito antecedente a quest’ultimo album, “Music For Falling Buildings” . La durata complessiva è notevole, appena superiore all’ora. Undici minuti di inquietanti rumori compongono la prima traccia, ottima per preparare ed opprimere l’ascoltatore. Il sinistro fascino della natura e della solitudine è racchiuso in questo tetro paesaggio. Una piccola intro acustica apre “Winterglow” ed immediatamente si piomba in un oscuro black, avvolgente e letale. Una voce filtrata e aliena è accompagnata dalle fredde chitarre con un impatto malvagio e annichilente. La song avanza ossessiva e ipnotica ricordando i vecchi lavori di Burzum quando all’improvviso viene data una boccata di aria fresca, il silenzio e la chitarra acustica si mettono sotto i riflettori… ma è solo una pallida illusione, preludio all’olocausto sonoro che verrà. Soffocante e gelida, questa strana traccia, si trascina per quasi nove minuti per poi morire in un triste silenzio. “Fire Bloomed From Frost” segue la linea della song precedente, intervallando parti ambient che sfiorano il geniale con un classico black di matrice norvegese. “Chapelflames” presenta tristi melodie nascoste sotto un muro di rumore, un qualcosa di deforme ma allo stesso tempo affascinante. “Salts & Ashes” sono nove minuti in cui il rumore di prima prende forma, echeggia e avanza inesorabilmente per sfociare nella marcia funebre conclusiva, “Bloodscents”. La fine si ricongiunge all’inizio, nella forma e nell’emozione… strani suoni che ricordano quelli della natura vista dall’occhio di un pazzo, distorti e deviati. I due pezzi finali, facenti parte del demo, sono a mio parere i migliori. Totalmente oscuri, senza una luce nell’arco di chilometri, nessuna speranza, niente… Le vocals, registrate sotto effetto di pesanti droghe, dipingono il dolore e la morte interiore. Così è composto questo album, non è facile da apprezzare, è dannatamente estremo e malato, disumano. La genialità spesso coincide con la follia. Droga, ecofascismo e un evidente amore ossessivo per la natura, il ripudio del sesso… il tutto oscilla su un filo che separa la mera provocazione dalla cruda realtà. Ho sempre premiato questi presupposti che garantiscono una proposta musicale sincera e vera, alla faccia di chi continua a non capire che il black metal dovrebbe essere questo.

REVIEW OVERVIEW
Voto
75 %
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TRACKLIST <br> 1. Northsuite; 2. Winterglow; 3. Fire Bloomed From Frost; 4. Chapelflames; 5. Salts & Ashes; 6. Bloodscents; 7. Fire Bloomed From Frost (demo); 8. Dieselflame Novapyre 1892 (demo) <br> DURATA: 62 min. <br> ETICHETTA: Full Moon Productions <br> ANNO: 2005velvet-cacoon-northsuite