Forgotten Tomb – Negative Megalomania

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“Negative Megalomania” rappresenta il quarto capitolo targato Forgotten Tomb. L’evoluzione stilistica che la band nostrana ha evidenziato attraverso le precedenti release è evidente e ben marcata. Un inizio di carriera molto debitore al black di chiara matrice norvegese si era subito lasciato sopraffare dalle fortissime influenze di funeral doom, condite da molti ricami di chitarra. L’oscurità che riempiva il tunnel percorso era arrivata, attraverso l’immediato predecessore di questo album, ad assumere impercettibili venature melodiche, tra marcate riproposizioni di momenti doom-oriented, alternati a sfuriate black e a piccole aperture verso oscure contaminazioni. Proprio da “Love’s Burial Ground” si deve partire se vogliamo ben inquadrare l’odierno passo in avanti che i nostri hanno coraggiosamente fatto. Aumenta il groove, dovuto all’avvicinamento al rock e alle atmosfere gotiche. Le parti propriamente black vengono pesantemente ridimensionate, risultando comunque incisive ed espressive. Il riffing è di stampo doom, spesso accompagnato da una seconda linea di chitarra che rimarca un certo accento malinconico ed ossessivo. Il classico cantato in screaming viene alternato all’altro aspetto che sottolinea l’evoluzione stilistica della band, cioè le clean vocals. Questa scelta è sicuramente vincente perché i momenti dove sono presenti le linee vocali pulite riescono a guadagnare in enfasi e tensione. Sicuramente c’è un riscontro di questa componente anche a livello sonoro, considerando la forte accentuazione della linea melodica della chitarra solista, già presente in alcuni momenti dei precedenti lavori ma mai come in quest’ultima uscita messa in bella mostra. Nonostante le svariate novità, i pezzi si mantengono prolissi, prolungando la loro estenuante agonia per dieci minuti ed oltre. Fortunatamente i nuovi Forgotten Tomb riescono a mantenersi estremamente espressivi, manifestando attraverso “Negative Megalomania” una negatività esistenziale e musicale che viene costantemente sublimata dalle molteplici contaminazioni che riprendono a piene mani da generi che il sottoscritto apprezza oltremodo. Un alleggerimento a livello musicale che quindi non viene seguito dalla componente emotiva della proposta, che continua a schiacciare l’ascoltatore come un macigno. Un altro plauso va fatto alla produzione, molto simile a quella del disco appena precedente a questo ma finalmente esente dalle piccole pecche che avevano i dischi vecchi, ad esclusione di “Springtime Depression”, ottimamente registrano negli Abyss Studios. A livello compositivo, nonostante come già detto poco fa venga ripreso lo stile di “Love’s Burial Ground”, possiamo rintracciare alcuni aspetti ripescati dal magnifico “Songs To Leave”, smussati al punto giusto per entrare bene in questo nuovo puzzle. Il dipinto dei Forgotten Tomb attraverso tutti i full fin’ora rilasciati mantiene sempre tinte di bianco e di nero, questa è la cosa più importante. “Negative Megalomania” è questo, espresso durante un’ora scarsa molto compatta e priva di riempimenti poco significativi. Non c’è alcun cedimento durante i brani, belli anche gli arpeggi di chitarra, ora ben fusi con lo scorrere dei pezzi, e le divagazioni dotate di un fascino che strizza l’occhio ai Katatonia di un tempo. Questa ottima realtà nostrana riesce nuovamente a stupire e, soprattutto, ad avanzare senza ristagnare nelle idee già proposte e sviluppate in passato. “Negative Megalomania” è la perfetta colonna sonora per assaporare l’amarezza degli effimeri ed illusori piaceri della vita.